Per la p.a. serve un piano straordinario di assunzioni con la partecipazione dei lavoratori

Per velocizzare le procedure concorsuali l’art. 10 del decreto-legge anti-Covid (n. 44 del 1° aprile 2021) introduce, in deroga alle norme generali sui concorsi, la possibilità di reclutare il personale non dirigenziale nelle pubbliche amministrazioni attraverso una prova scritta e una prova orale. La prova orale può essere svolta in videoconferenza. Sarà anche possibile espletare le prove concorsuali in sedi decentrate e in modo “non contestuale” tra i partecipanti.

Per i concorsi già banditi, ma per i quali non sia stata ancora espletata alcuna attività, le amministrazioni possono riaprire i termini di partecipazione ai fini della valutazione dei titoli e dell’esperienza professionale, anche se il meccanismo adombrato nel decreto non appare chiaro

In ogni caso, dal 3 maggio 2021 ripartiranno le prove selettive in presenza, nel rispetto del protocollo validato dal Comitato Tecnico Scientifico e pubblicato dalla Funzione Pubblica il 3 febbraio scorso.

La macchina delle assunzioni nella p.a. si sta rimettendo in moto e sembra intenzionata a correre.  Del resto, altra strada non c’è. Ad esempio, nelle Funzioni Centrali la situazione è a dir poco drammatica, con oltre 100.000 posti di lavoro persi in meno di 20 anni.

Il problema però sta nei numeri. Di quanto personale abbiamo bisogno? Per risponde a questo interrogativo serve un piano straordinario di assunzioni in tutti i comparti della p.a. Dobbiamo avere ben chiaro in mente chi vogliamo assumere, dove, entro quanto tempo, per quali professionalità e con quale rapporto di lavoro.

Si tratta di una partita decisiva per il futuro del Paese e va giocata con intelligenza e lungimiranza. Tanto per intenderci, non sarebbe lungimirante riempire le strutture pubbliche di precari, per quanto skillati. È necessario evitare che dopo anni di riduzione indiscriminata di personale e di invecchiamento dei dipendenti la transizione demografica della p.a. venga vanificata dalle solite pressioni lobbistiche o da spinte interne ispirate al particolarismo e al clientelismo politico. 

Insieme ai prossimi tavoli sui rinnovi contrattuali 2019-2021, occorre istituire un tavolo tecnico permanente di confronto con il governo per la definizione, la programmazione e il monitoraggio delle politiche occupazionali nei comparti pubblici.

Numeri, settori, competenze: il governo ascolti la voce delle organizzazioni dei lavoratori e dei lavoratori stessi che conoscono dall’interno gli effettivi bisogni della macchina amministrativa. Un’occasione del genere potrebbe non ripresentarsi tanto presto. Non possiamo permetterci di sprecarla.

Sandro Colombi, Segretario generale della Uilpa

Roma, 8 aprile 2021

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