Il centro che studia come sarà la nuova «mappa della vita»

Il Centre for healthy longevity (Chl) dell’Università degli studi di Bergamo affronta la sfida demografica con un progetto multidisciplinare

La transizione demografica in atto – con l’Italia tra i Paesi più longevi al mondo e una popolazione anziana in costante crescita – impone un ripensamento profondo dei modelli di salute, lavoro e convivenza sociale. È in questo scenario che il Centre for healthy longevity (Chl) dell’Università degli studi di Bergamo si distingue come un presidio scientifico di innovazione e di nuove visioni. Per studiare e promuovere una longevità in salute, il Chl adotta un approccio transdisciplinare che integra le molteplici prospettive presenti all’interno del suo comitato scientifico, lavorando per trasformare l’invecchiamento in sfida non solo individuale, ma anche collettiva, economica e culturale.

Qualità della vita

Le linee di lavoro affrontano i nodi chiave di una società che invecchia: qualità della vita e prevenzione delle fragilità cognitive, relazionali e motorie; ambienti quotidiani inclusivi di una popolazione anziana e tecnologie non solo assistive, ma soprattutto supportive o age friendly; valorizzazione dei lavoratori senior e nuovi modelli di gestione delle risorse umane in seconda fase di carriera e transizione al pensionamento.

Accanto a partner strategici del territorio — tra cui l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, la Fondazione europea per la ricerca biomedica (Ferb), Confindustria, la Provincia e il Comune di Bergamo — il Chl ha costruito una rete stabile di collaborazioni e si è affermato come laboratorio di ricerca scientifica e di buone pratiche di intervento sociale. Attraverso la costituzione di un Advisory board internazionale, il Chl entra oggi stabilmente anche nel circuito globale della ricerca sulla longevità, contribuendo a ridefinire a livello mondiale le politiche e le pratiche dell’invecchiamento in salute.

Il progetto multidisciplinare

Con la direzione scientifica della professoressa Francesca Morganti, dopo un primo anno di consolidamento, il Chl entra ora in una fase di crescita strategica. Nel prossimo triennio potenzierà le ricerche sull’abitare nell’età anziana (Aging in place), sulla longevità come responsabilità individuale e collettiva verso stili di vita salutogenici, sulla convivenza intergenerazionale negli ambienti quotidiani e nei luoghi di lavoro, ampliando al contempo il dialogo con partner nazionali e internazionali.

Anche la dimensione di impegno pubblico del Chl vedrà una sua evoluzione, con iniziative formative e educative orientate a potenziare o rivedere competenze di medio e lungo periodo nella seconda parte dell’età adulta, spesso essenziali per massimizzare il raggiungimento di obiettivi in una nuova “mappa della vita” dell’età anziana ancora tutta da esplorare. Un’evoluzione che conferma la vocazione del Chl: fare di Bergamo un punto di riferimento nella costruzione di una nuova cultura della longevità. Dove vivere più a lungo, significhi anche vivere pienamente ogni stagione della vita.

La convivenza tra generazioni

Il Progetto «Reint2565» – convivenza e reciprocità intergenerazionale tra under 25 e over 65, promosso dal Chl, (Centre for healthy longevity) e finanziato da Regione Lombardia, mostra come la collaborazione tra generazioni possa tradursi in concreti momenti di benessere reciproco. Attraverso azioni di coabitazione tra studenti e senior (ma anche la compagnia e la condivisione delle spese), il mentoring degli anziani per studenti in difficoltà e la condivisione di competenze trasversali, «Reint2565» ha costruito relazioni intergenerazionali stabili, valorizzando l’invecchiare come risorsa individuale e collettiva.

Al suo secondo anno di attività «Reint2565» viene riconosciuto come un’iniziativa vincente. Un laboratorio sperimentale che raccoglie e documenta le buone pratiche che si mostrano strategiche in una società che vede sempre più crescere le distanze tra i giovani e le altre generazioni.

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