La «Goletta» premia il Sebino Legambiente promuove le rive orobiche

La «Goletta» premia il Sebino
Legambiente promuove le rive orobiche

La presenza di batteri nei limiti in tutti i quattro punti campionati: in ordine il Rino a Tavernola, il Borlezza a Castro e l’Oglio a Costa Volpino. Maglia nera alla sponda bresciana.

Per la prima volta in 13 anni, i controlli eseguiti da Legambiente con la «Goletta dei laghi» per verificare la qualità delle acque del lago d’Iseo hanno dato, per quanto riguarda la sponda bergamasca, risultati tutti positivi: la presenza di batteri è risultata «entro i limiti» in quattro punti su quattro. Completamente diversa la situazione sulla sponda bresciana: delle tre località analizzate, una è risultata «inquinata» e due sono state classificate come «fortemente inquinate».

Proprio osservando le perduranti difficoltà a uscire dalla situazione in cui il Sebino (almeno la costa bresciana) è finito, l’associazione ambientalista ha deciso di passare alle maniere forti: Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha annunciato che il sodalizio presenterà degli esposti alle autorità competenti, cioè delle denunce.

Il lavoro della «Goletta» si è concentrato su due fronti principali di indagine: quello delle microplastiche sulle spiagge e in acqua e quello dell’inquinamento microbiologico. Per quanto riguarda il primo fronte, dal 3 luglio, data in cui hanno avuto inizio i monitoraggi, hanno lavorato 10 tecnici per un totale di circa 20 ore di campionamento. In particolare, sono stati quattro i punti monitorati: Lovere, Marone, Predore e tra Sale Marasino e Peschiera Maraglio.

I risultati saranno resi noti in autunno (nel campionamento effettuato lo scorso anno, il lago d’Iseo presentava una densità media di 63 mila particelle per chilometro quadrato). Per quanto riguarda invece le analisi microbiologiche, l’esito delle indagini è stato presentato ieri a Iseo. Sulla sponda bergamasca, i volontari di Legambiente hanno raccolto e analizzato l’acqua alla foce del torrente Rino a Tavernola, alla foce del Borlezza a Castro, alla foce dell’Oglio a Costa Volpino e di fronte al canale presso la spiaggia «Bar delle rose» a Costa Volpino.

In tutti i quattro i casi, la concentrazione di escherichia coli ed enterococchi è risultata al di sotto dei limiti di legge. Decisamente peggiori i risultati delle analisi condotte sui campioni di acqua raccolta in provincia di Brescia: «fortemente inquinati» alla Darsena di Pisogne l’area dello sfioratore del comune nel canale industriale e lo scarico al pontile nord di Peschiera Maraglio a Monte Isola. Inquinato invece la foce del torrente Calchere a Sulzano.

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