In migliaia per l’ultimo saluto a Giovanni «Continuerà a parlare nel nostro cuore»

In migliaia per l’ultimo saluto a Giovanni
«Continuerà a parlare nel nostro cuore»

Tantissimi amici e un silenzio che fa a pugni con il cielo blu e terso. Il pomeriggio di martedì 4 settembre è il più difficile per la famiglia e gli amici di Giovanni Scanzi, morto dopo essere stato investito da un’auto a Lallio, sabato mattina.

A San Gallo, frazione di San Giovanni Bianco, si sono dati appuntamento tantissime persone per l’ultimo saluto al 24enne. Amato e apprezzato da tutti. Tantissimi gli amici e conoscenti, stretti attorno alla famiglia. C’è talmente tanta gente, tantissimi giovani, che le auto sono state parcheggiate fino alla frazione di San Pietro d’Orzio e il campo sportivo di San Gallo è stato adibito a parcheggio. Davanti alla chiesa parrocchiale le persone aspettano il feretro che sarà trasferito in chiesa dalla piccola chiesetta vicina.

Un gruppo di bambini della scuola primaria di Dossena tiene in mano una rosa bianca che probabilmente appoggeranno sulla bara. «Tutti siamo qui, storditi da questa scomparsa così brutale, ma rivolgiamo il pensiero a tutti i suoi cari, anche al padre che ora non può sentirci - ha detto il sacerdote durante la cerimonia funebre -. Anche se noi non lo vediamo più con i nostri occhi, Giovanni continuerà a parlare nel nostro cuore».

La salma del ventiquattrenne è stata trasportata domenica pomeriggio nella chiesetta vicino alla parrocchiale di San Gallo, frazione di San Giovanni Bianco, dove il giovane abitava. I funerali alle 15 nella chiesa parrocchiale. A dare l’ultimo saluto al giovane la famiglia, i tanti amici e i colleghi di lavoro: Giovanni era cuoco al Bù Cheese Bar di Bergamo, in pieno centro. Il locale resterà chiuso fino a martedì, data del funerale.

Il ventiquattrenne sabato mattina è stato travolto e ucciso da un’auto a Lallio mentre attraversava la Provinciale per andare a ritirare la sua macchina in carrozzeria. Insieme a lui c’era il padre Massimo, di 64 anni, che è stato investito dalla stessa vettura e si trova ancora ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale Papa Giovanni, stabile ma in prognosi riservata. Sedato, il padre non sa ancora della morte del figlio.

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