Orobie, 138 chilometri tutti d’un fiato L’impresa dell’ultra-trailer Zanchi

Orobie, 138 chilometri tutti d’un fiato
L’impresa dell’ultra-trailer Zanchi

Il 6 luglio. Da Cassiglio alla Presolana lungo il tracciato «originale», supportato dalla staffetta degli amici.

Non sarà una corsa o una gara: sarà un viaggio, un’esperienza. Percorrere le Orobie rigorosamente «d’un fiato», da cima a fondo, da ovest a est, lungo il sentiero «originale», circa 138 chilometri, e riprendere le emozioni di questa avventura per creare un documentario che sappia raccontare una volta in più le bellezze e la storia delle montagne bergamasche.

Si chiama «Orobie d’un fiato» l’impresa a cui Marco Zanchi, 40 anni, di Cene, tra i nomi di punta dell’ultra-trail italiano, darà vita il prossimo 6 luglio: un viaggio di corsa lungo le Orobie, con partenza da Cassiglio e «traguardo» al passo della Presolana, accompagnato in una staffetta da tanti amici che daranno assistenza e supporto. «È da un da un po’ che pensavo a una traversata dell’intero sentiero delle Orobie. Ma non a una “semplice” corsa, l’idea era di provare a fare qualcosa con un respiro più ampio, che mettesse al centro la storia delle nostre montagne e delle persone che vi hanno dato lustro – racconta Zanchi, che nella vita di tutti i giorni lavora come “artigiano delle scarpe”, specializzato nella preparazione di materiale per chi di corsa macina chilometri e chilometri –. Ho iniziato a parlarne con uno zio appassionato di montagna, poi col rifugista del Brunone, poi con Paolo Valoti del Cai, e ogni volta la curiosità cresceva. Allora ho iniziato a studiare, perché c’è anche un bel dibattito su quale sia il “vero” sentiero delle Orobie. La corsa si è così unita alla storia: ho trovato delle vecchie mappe, ho passato del tempo alla biblioteca del Cai, ho iniziato a disegnare il percorso a matita, e giorno dopo giorno l’idea ha preso forma».


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