Delitto di Gorlago, sì al rito abbreviato Il 27 febbraio la verità di  Chiara Alessandri
Gli investigatori a Erbusco, sul luogo dove fu ritrovato il corpo di Stefania Crotti

Delitto di Gorlago, sì al rito abbreviato
Il 27 febbraio la verità di Chiara Alessandri

La donna è accusata di aver ucciso Stefania Crotti, la moglie dell’uomo con cui lei aveva avuto un relazione. Il procedimento in corso davanti al Tribunale di Brescia: l’imputata parlerà alla prossima udienza. Con il rito abbreviato in caso di condanna è previsto uno «sconto di pena».

Sarà giudicata con rito abbreviato Chiara Alessandri, 43 anni, la donna accusata di aver ucciso per gelosia Stefania Crotti, di 42, la mamma di Gorlago assassinata il 17 gennaio scorso e il cui cadavere carbonizzato venne ritrovato nelle campagne di Erbusco (Brescia) il giorno successivo. Lo ha deciso nella giornata di giovedì 12 dicembre il giudice dell’udienza preliminare di Brescia Alberto Pavan, accogliendo la richiesta del difensore della donna, l’avvocato Gianfranco Ceci. Il rito abbreviato – formula che consentirà all’imputata, in caso di condanna, di ottenere uno «sconto» di un terzo sulla pena – sarà però subordinato all’audizione di alcuni testimoni e alla produzione di una serie di documenti.

Stefania Crotti

Stefania Crotti

Il marito e la figlia della vittima, insieme al padre, alla madre e alla sorella, si sono costituiti parte civile con l’avvocato Luigi Villa. L’accusa è affidata al pubblico ministero Teodoro Catananti. Si tornerà in aula il 27 febbraio e a parlare sarà l'imputata, Chiara Alessandri, accusata di omicidio aggravato dalla premeditazione e di distruzione di cadavere. La competenza è del Tribunale di Brescia in quanto la morte sarebbe sopraggiunta a Erbusco: in altre parole, secondo l’accusa la Alessandri avrebbe dato fuoco al corpo di Stefania Crotti quando lei, pur incosciente per le martellate ricevute nel garage dell’imputata, a Gorlago, era ancora viva.

Chiara Alessandri

Chiara Alessandri

IL DELITTO: 17-18 GENNAIO 2019

Chiara Alessandri avrebbe ucciso Stefania Crotti, la rivale, con quattro colpi di martello in testa, poi avrebbe caricato il corpo nel baule della sua Mercedes nel garage di casa, a Gorlago, trasportandolo in Franciacorta e scaricandolo in un campo di Erbusco. Secondo gli inquirenti, il quadro probatorio, dalla dinamica del delitto al movente, sarebbe cristallizzato. Non volendo rassegnarsi alla fine della relazione con Stefano Del Bello, il marito di Stefania, dopo la decisione di lui di troncare la storia e ricucire il rapporto con la moglie, Alessandri avrebbe deciso di eliminare la rivale Stefania architettando un piano con «freddezza e lucidità», come aveva scritto il gip di Brescia nell’ordinanza di convalida del fermo. Con lo stratagemma del falso biglietto per una festa a sorpresa organizzata dal marito e l’aiuto di un suo ex amante, ignaro delle sue reali intenzioni, Chiara avrebbe convinto Stefania a farsi accompagnare fino al garage di casa sua e lì, dopo la reazione di sorpresa e rabbia della donna, l’avrebbe colpita con un martello, caricata in auto in fin di vita, trasportata fino in Franciacorta e scaricata in un campo vicino a Erbusco. Dando infine alle fiamme il corpo con l’intenzione di cancellare ogni traccia del delitto.

Chiara Alessandri è in carcere a Brescia dal 19 gennaio, giorno del fermo. Finora ha negato la premeditazione e la distruzione del cadavere. Nella versione fornita agli inquirenti, la donna ha sostenuto di aver avvicinato Stefania con lo stratagemma della festa per parlarle a tu per tu nella speranza di mettere fine ai loro contrasti. Ma la reazione rabbiosa di Stefania, che avrebbe cercato di colpirla per prima, avrebbe fatto precipitare la situazione fino alla tragedia. Contestando la distruzione del cadavere e sostenendo che Stefania sia morta nel garage di Gorlago, la difesa di Alessandri aveva eccepito l’incompetenza territoriale di Brescia a favore di Bergamo. Ma prima il Riesame, a febbraio, poi la Cassazione a maggio avevano rigettato le istanze, compresa quella di scarcerazione avanzata per permettere alla donna di accudire i figli minorenni.


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