I rifugi? Da vivere in famiglia «Si parla, niente telefonini»
Quattro papà e i loro 7 figli al rifugio Alpe Corte

I rifugi? Da vivere in famiglia
«Si parla, niente telefonini»

Un giorno al rifugio Alpe Corte pieno di bambini. Coppie con figli e gruppi di amici: piace la semplicità che si respira in montagna. «Si parla, niente telefonini».

C’è chi sale comodamente seduto nello zaino a spalle di mamma o papà, chi cammina con loro, magari dando la mano, ma anche chi li precede, portando sulle spalle uno zaino grande due volte quello dei genitori. I rifugi delle Orobie bergamasche sono sempre più un affare di famiglia: sono tantissime le giovani coppie che scelgono le strutture in quota per trascorrere una domenica fuori porta, immersi nella natura, e far conoscere ai propri figli le bellezze che si trovano a pochi passi da casa. Tra le mete più gettonate (e accessibili) per questo tipo d’utenza c’è il rifugio Alpe Corte, che si raggiunge partendo da Valcanale. «I bambini di oggi – dice Mara Zucchelli, di Ardesio – non sono abituati a fare un po’ di fatica per ottenere le cose. Andare con loro in montagna per noi significa anche fargli capire che con un po’ di sacrificio si possono raggiungere cose belle: la camminata fino a qui costa un po’ di fatica, ma poi al rifugio ci si diverte».

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