Bergamo, ipotesi e smentite sul nuovo centro islamico

Nessuna nuova moschea nei programmi del Comune di Bergamo. Lo conferma Giacomo Angeloni, assessore con delega al dialogo con le comunità religiose, ricordando che la legge regionale sui luoghi di culto prevede, per la realizzazione di nuove strutture, una modifica del Piano regolatore, che la stessa Regione impedisce fino al 2018. La conferma arriva in risposta a dichiarazioni di Mohamed Saleh, nelle quali il presidente del Centro islamico di via Cenisio parla di "progetti concreti" per la realizzazione di un luogo per il culto islamico in città. In particolare l'attenzione dei fedeli si starebbe concentrando su tre zone di Bergamo: l'ex Centro direzionale di Azzano, i magazzini dietro il centro sociale Pacì Paciana e l'area del Centro Galassia di Zanica. Mentre sul futuro si succedono ipotesi e smentite, il presente mostra la riapertura del Centro di via Cenisio, chiuso in seguito alle tensioni della scorsa estate (e all'episodio di un incendio all'interno dei locali), al quale ora si può accedere solo dopo avere sottoscritto una tessera. L'altro gruppo di fedeli, raccolti nel Comitato Musulmani guidato da Imad El Joulani, continua a riunirsi nello spazio comunale di Boccalone, la cui concessione dovrebbe scadere a fine mese. C'è infine un fronte giudiziario che riguarda proprio il presidente del Comitato: El Joulani è stato rinviato a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sull'utilizzo dei 5 milioni di euro stanziati da una fondazione del Qatar per la realizzazione di un nuovo centro islamico a Bergamo. Secondo l'accusa l'uomo ne avrebbe ricavato un ingiusto profitto personale, mentre lui sostiene di avere agito alla luce del sole. Appuntamento in tribunale il 5 luglio.

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