• Mercoledì 15 Febbraio 2017
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Il nuovo volto della San Pellegrino

La nuova «Casa» San Pellegrino sarà disegnata da «BIG», studio di architettura internazionale guidato dal famoso archistar danese, Bjarke Ingels, che ha vinto il concorso mondiale lanciato per trasformare in un'opera di design lo storico stabilimento. BIG sarà partner dell'azienda per i prossimi quattro anni e i primi lavori di costruzione partiranno nel 2018. Si è partiti dall'idea di creare un nuovo complesso che riporti San Pellegrino Terme agli anni d'oro della Bella Epoque. Al centro del progetto di BIG un arco porticato, tratto fondante del progetto proposto dai danesi, creatori fra l'altro del Google Campus e di due edifici del nuovo World Trade Center a New York. L'idea è quella di far camminare i visitatori attraverso volte maestose, tunnel coperti, arcate e pergolati verdi, con la luce che si fonde con l'acqua. «Salutiamo con grande entusiasmo la nostra collaborazione con S.Pellegrino – ha dichiarato l'architetto Bjarke Ingels – La nostra proposta non punta a dare un altro volto alla fabbrica esistente quanto a far emergere la sua identità: la nuova S.Pellegrino Factory e l'Experience Lab affioreranno dall'ambiente naturale così come l'acqua minerale sgorga dalla sorgente. Infine, con l'obiettivo di dare una continuità tra produzione e consumo, abbiamo voluto eliminare la tradizionale separazione tra linee di produzione e uffici tipica delle fabbriche». Il progetto, che prevede un investimento complessivo di 90 milioni di euro, interesserà i territori di San Pellegrino Terme e Zogno e si pone l'obiettivo di armonizzare l'estetica dello stabilimento con l'ambiente circostante e creare i presupposti – logistici e culturali – per valorizzare la vocazione turistica della Valle Brembana quale luogo di origine dell'acqua minerale emblema del gusto e dello stile italiano. Soddisfatti i sindaci di san pellegrino MIlesi e di Zogno Ghisalberti che sottolineano come la cooperazione tra pubblico e privato sia un modello virtuoso per riqualificare il territorio e rilanciare l'immagine di tutta la Valle Brembana nel mondo generando effetti positivi sull'occupazione.

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