Con Gasp l’alchimista
la rivoluzione è verde

Più ci si ripensa e più l’Atalanta di domenica contro il Napoli sembra un sogno, un bellissimo sogno. Che il calcio abbia una componente d’irrazionalità è noto, ma la metamorfosi della squadra nerazzurra è stata un qualcosa che va al di là dell’inimmaginabile.

Come si può decifrare, inquadrare una squadra che nell’arco di due settimane cambia pelle in modo così radicale? Impresentabile a Cagliari con una neopromossa peraltro di valore discreto, deficitaria e confusionaria in casa contro un Palermo che lotterà per non retrocedere e, dopo il riscatto contro un Crotone che però in pratica è una squadra di serie B, letteralmente stupefacente contro il Napoli, che non aveva mai perso, era ed è secondo e aveva combinato sfracelli in Champions League. Non si può, la risposta non c’è.

Perché non si può nemmeno dire che la squadra presentata contro i partenopei e la sua prestazione siano state il frutto del progressivo consolidamento di un lavoro testato di giornata in giornata di campionato. Contro il Napoli - ovvero in un match in cui esisteva il rischio di subire una goleada - Gasperini non ha nemmeno tenuto in minima considerazione i segnali confortanti emersi dal 3-1 rifilato al Crotone, ha rivoltato la squadra come un calzino, sia sul piano tattico (inedito il 3-4-1-2 di partenza), sia sul piano delle individualità (titolari due quasi esordienti come Caldara e Gagliardini, e in posizioni chiave), inoltre ha cambiato ruolo a un giocatore come Kurtic, utilizzato da trequartista molto mobile, e - dulcis in fundo - ha schierato dal 1’ addirittura tre moschettieri dell’Under 21, ovvero Petagna (classe 1995), Conti (1994), Caldara (1994), più Gagliardini (1994). E il quarto azzurrino, Grassi (1995), è entrato nella ripresa .

Una miscela esplosiva che ha frantumato un Napoli un po’ appannato. E nessuno si è ricordato che non c’era lo squalificato Kessie (1996), già etichettato come baby fenomeno. Ha pagato la strategia tattica e tutti i giocatori hanno sfoderato una partita magistrale, nessuno è sceso sotto il sette. Anche e soprattutto i più giovani hanno sbalordito per disinvoltura e autorevolezza. Naturalmente l’alchimista Gasperini non ha deciso così per caso, da abile stratega (lo elogiò pure Mourinho, «incartato» da Gasp in un Inter-Genoa 0-0) ha studiato come avrebbe potuto creare grattacapi al Napoli ed è lui che vede i giocatori in allenamento, dunque sono state mosse a ragion veduta, anche se probabilmente l’allenatore torinese ha avuto anche un briciolo di fortuna nel combaciarle alla perfezione. Diciamo che è stato un abilissimo giocatore di poker che ha un po’ bleffato, anche se aveva carte interessanti in mano, e ha fatto saltare il banco.

Evviva la rivoluzione del Gasp, dunque, una rivoluzione essenzialmente verde. Ma come tutte le rivoluzioni non sono indolori. Si dovranno attendere le prossime partite per avere la conferma, si sa che con i giovani ci vuole comunque molta cautela, però con Atalanta-Napoli potrebbe davvero essere scattata una nuova era. Un’era in cui ci saranno giocatori, che per il momento non hanno offerto un rendimento all’altezza o che non sono valutati come indispensabili, che avranno sempre meno spazio, e non è escluso che a gennaio possano esserci diverse cessioni. Gasperini ha ormai tracciato la strada che il club - se saranno replicati i risultati positivi - non può che sposare con felicità in quanto per un club come l’Atalanta la valorizzazione del vivaio è di vitale importanza per una corretta gestione finanziaria. Una spina potrebbe però rivelarsi Paloschi. Era il pezzo pregiato del calciomercato atalantino, il bomber che avrebbe dovuto garantire un quinquennio di gol in doppia cifra e invece è incappato in una partenza disastrosa e l’esplosione di Petagna l’ha relegato in un cantuccio. La speranza è che si riscatti presto perché è un patrimonio del club, ma domenica anche Pesic ha avuto la precedenza su di lui....

Abbiamo accennato a Petagna: è lui il simbolo della nouvelle vague, anche perché si sta confermando a suon di gol (tre in 180’, una rete ogni ora in media!). Da come ha giocato e lottato contro una difesa forte come quella partenopea, possiamo dire che non dovrebbe essere proprio una meteora. Gasperini deve essere applaudito anche per la bontà delle sue scelte relative ai giocatori. Abbiamo parlato di Petagna, ma non possiamo non sottolineare come la decisione di avvincendare Sportiello con Berisha si sia rivelata giusta, almeno per il momento. Kessie è stato subito catapultato da titolare in serie A e ha ripagato la fiducia, giocatori come Freuler e Kurtic stanno crescendo moltissimo. Gomez intanto è rinato, ma in questo caso è molta farina del sacco del «Papu», il genio e il leader della squadra. L’Atalanta se lo gode e durante la sosta - con la serenità di una classifica molto meno precaria - preparerà la campagna di Firenze e studierà come fregare la volubile (eufemismo) Inter.

Marco Sanfilippo

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