Lavoro, la crescita è in pianura Più 7mila addetti, Treviglio traina
Gli appuntamenti
il 17 dicembre
Il presepe sull’argine del Brembo è ormai entrato nella tradizione di Ponte San Pietro, riconosciuto come uno dei simboli della festività della provincia. Questo paesaggio che racconta la natività in maniera così caratteristica ha lentamente trasformato il Natale e ...
«Luci e ombre al Quadriportico» Foto del Giorno «Luci e ombre al Quadriportico»

Non sono i diritti
a far chiudere

di Francesco Anfossi
Non sono i diritti a far chiudere

Toh, guarda chi si rivede, il sindacato. E con esso lo sciopero. È garantito dalla nostra Costituzione, normato dalla legge 146, ma ultimamente non se la passavano tanto bene, soprattutto in certi ambienti economici internazionali dove i diritti vengono scambiati per privilegi o in multinazionali che ritenevano le vecchie rivendicazioni delle «trade unions» ormai irrimediabilmente obsolete rispetto ai ritmi di lavoro moderni. Certo in molti ambienti, soprattutto quelli che avevano potere di interdizione (chi si ricorda gli scioperi dei controllori di volo e delle varie aquile selvagge?) se ne è abusato parecchio. Ma anche molti governi, in passato, non hanno mancato di dare qualche schiaffo ai sindacati, da Berlusconi a Renzi. La vicenda Ryanair, che ha accettato di incontrare la rappresentanza dei piloti dopo essere stata accusata di minacciare o intimidire chi voleva fare sciopero dall’Autorità di garanzia, è un piccolo segnale. Non possiamo dimenticare che vi sono state compagnie aeree che si erano fatte quasi vanto di mandar via chiunque pensasse di iscriversi al sindacato.

I partiti in balia
del pasticcio elettorale

di Beppe Facchetti
I partiti in balia del pasticcio elettorale

La nuova legge elettorale, come insegna un proverbio inglese, è come il budino: per capire se è buono, bisogna assaggiarlo, ma questi mesi di preparazione indicano già alcune novità forse non calcolate dai suoi autori, che spiegano un affanno insolito, perché riguarda non solo peones ed esclusi predestinati, ma anche leader importanti. Il Rosatellum bis si presenta con un indice di incertezza sui risultati individuali sconosciuto sia al Mattarellum che al Porcellum. Il mix, senza scorporo, tra maggioritario e proporzionale rende infatti le previsioni molto difficili in quasi tutte le regioni, spiazzando anche i sondaggisti che fanno calcoli ora avventurosi, per un rapporto tra domanda e offerta molto cambiato, e per di più ancora non definito. Le rinunce, ad esempio, di Alfano e Pisapia sono sì nobilmente politiche, ma derivano anche dal calcolo della difficoltà di sopravvivere a questa incertezza.

Bergamo-Cile
con casa in Svezia

di Ludovica De Cobelli
Bergamo-Cile con casa in Svezia

È partito per la Svezia dopo gli studi per uno stage post-laurea e non è più rientrato in Italia. Paolo Corna da 9 anni vive a Stoccolma ed è il responsabile delle vendite digitali nonchè process owner della «customer journey map» per un’azienda storica svedese che opera nel campo delle costruzioni e nell’immobiliare. Questo lo rende il responsabile delle strategie digitali per quanto riguarda l’interazione dell’utente con l’azienda stessa e i prodotti, ma per sua stessa ammissione al momento la sua «attività principale si chiama Emma Frida e ha quasi due anni e mezzo».

Dalla scuola alla famiglia
L’Italia che non cresce

di Diego Colombo
Dalla scuola alla famiglia L’Italia che non cresce

La scuola italiana ha la necessità di disporre di insegnanti più preparati e pagati meglio. Dovrebbero non solo essere retribuiti in modo più adeguato, ma anche essere gratificati da una possibile progressione di carriera, basata su riscontri dell’impegno profuso nella professione. L’insegnante bravo e lo scansafatiche, invece, sono accomunati dallo stesso, magro, destino. I docenti, inoltre, sono sempre più caricati da procedure burocratiche, invece di potersi concentrare sul loro vero compito: insegnare.