Ubi Banca, utile netto di 116,8 milioni Proposto un dividendo di 11 centesimi
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Sanremo, voce
dell’italiano medio

di Marco Dell’Oro
Sanremo, voce dell’italiano medio

Son tutte belle le mamme del mondo, mamma Rai è anche un po’ cinica. Carlo Conti era stato bollato come il paladino della medietà, l’anti divo, l’italiano medio che si prende la ribalta con il suo grigio normalizzante, rassicurante, affatto pruriginoso, privo di segni particolari salvo il viso tostato dalla lampada, insomma il normale che sconfina nel banale. Sembrava il profeta di un piccolo mondo antico che tutti ricordiamo con nostalgia.

Califano e l’autista

di Giorgio Gandola
Califano e l’autista

«Tutto il resto è noia». Aveva ragione Califano, e anche l’autista dell’Atac (la società pubblica di trasporti romana) che al mattino non andava a lavorare - previo certificato medico - e la sera si esibiva in un locale come cantante proprio nelle hit del Califfo. Aveva ragione perché la malattia del mattino è compatibile con l’esibizione sul palco della sera. Una, due, plurime volte.

Sorrisi e canzoni

di Mario Schiani
Sorrisi e canzoni

Sarà a causa di Sanremo che mi sono messo a pensare alla musica (anche se tra le due cose non necessariamente c’è un rapporto naturale), oppure la ragione sta nel fatto che ho letto qualche riga di una notizia secondo la quale il nuovo canale video di Spotify, diffusissimo servizio di canzoni in streaming, ha convinto gli utenti: nove su dieci, nell’ultimo mese, ne hanno fatto uso.

Cercasi cattiveria
davanti alla porta

di Marco Sanfilippo
Cercasi cattiveria davanti alla porta

L’Atalanta e il 9. Che è negativo se si pensa alle giornate di astinenza dalla vittoria, positivo se lo si collega al margine sull’area retrocessione. Ma il 9, pur nella «selvaggia» numerazione odierna, da sempre indica il centravanti, il bomber di razza, colui che segna. L’Atalanta non ha un giocatore che indossa quel numero (l’aveva Bianchi lo scorso anno...) e non ha nemmeno - almeno per il momento - un attaccante che la mette dentro con regolarità. E la scarsa cattiveria e precisione davanti alla porta è la lacuna più grande dell’Atalanta attuale.

Porto a Londra
la cucina italiana

di Daniele Cavalli
Porto a Londra la cucina italiana

Una sola parola per descrivere il suo lavoro e la sua passione: italianità. Matteo Locatelli, 38 anni, di Dalmine (più precisamente di Mariano), dopo alcune esperienze nel settore alberghiero è partito per il Regno Unito un anno fa circa, deciso a portare con sé la tradizione italiana dell’ospitalità e della ristorazione.

Un Paese senza figli
Paese senza futuro

Un Paese senza figli Paese senza futuro

Il 2014 per il nostro Paese è stato un annus horribilis: a fronte di quasi 504 mila nascite, il valore più basso dall’Unità in poi, sono avvenuti 598.364 decessi. Dunque, uno squilibrio di 95.768 unità, «che rappresenta – come ha ricordato l’Istat – un picco negativo mai raggiunto dal biennio 1917-18».

Avanti a brodini
ma ne usciremo

di Roberto Belingheri
La squadra convalescente va avanti a brodini, ma ne uscirà

Se non si riesce a vincere, pareggiare è meglio che perdere. Sembra un Boskov d’annata, invece no. È la logica conseguenza del momento dell’Atalanta: non riesce a vincere. Ci sono tanti perché, tutti abbastanza noti. Ma se non si riesce a vincere, partite come quelle di ieri va anche bene pareggiarle. Perché l’avversario non è nato ieri, e se non ci stai attento e sbagli qualcosa puoi sempre ritrovarti col posteriore a terra, e nemmeno quel punticino che adesso sembra poco, ma sommato agli altri di questo periodo di magra ha anche il suo perché.