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Parole come pietre
Se questa è civiltà

di Andrea Valesini
Parole come pietre Se questa è civiltà

Si potrebbe liquidare la questione osservando che forse è sempre stato così, soprattutto nei periodi di crisi economica quando i cuori e il clima sociale si inaspriscono. La nostra epoca però è contrassegnata da una dilagante, compiaciuta rozzezza lessicale. Non solo nel mondo virtuale dei social network, che hanno dato cittadinanza allo sfogo dei repressi legalizzando un campionario che va da pensieri grossolani spacciati per verità fino all’insulto più volgare. Ma anche nei media tradizionali e nel dibattito pubblico. Al punto che in questi giorni la deriva verbale è stata censurata dal Papa in due occasioni. «C’è, a livello mondiale, una violenza verbale nei singoli e nella comunità, che sta facendo perdere il senso della costruzione e della convivenza sociale, che si fa prima di tutto con l’ascolto e il dialogo. Bisogna abbassare un po’ il tono e bisogna parlare meno e ascoltare di più» ha detto Bergoglio incontrando venerdì scorso docenti, studenti e personale dell’Università RomaTre. Domenica scorsa all’Angelus, il Pontefice aveva invece rivolto un invito a «non insultare gli altri».

Giovani e droga,
gli errori degli adulti

di Giuseppe Frangi
Giovani e droga, gli errori degli adulti

«Là fuori c’è qualcuno che vuole soffocarvi, facendovi credere che sia normale fumare una canna, e che è normale farlo fino a sballarsi, che sia normale andare sempre oltre». Sono parole pronunciate dalla mamma del ragazzo che a Lavagna lunedì scorso si è ucciso perché sorpreso in casa con 10 grammi di hashish durante una perquisizione della Guardia di Finanza. È stato un gesto drammatico che certamente non può essere motivato solo da quel singolo episodio: si trattava infatti di una dose addebitabile a «consumo personale» e che non poteva far scattare l’accusa di spaccio. Per questo il caso del ragazzo di Lavagna, giovane promessa della squadra locale, la Virtus Entella, può essere riletto come drammaticamente emblematico della somma di errori che il mondo degli adulti sta commettendo nei confronti delle nuove generazioni. Errori non necessariamente dettati da calcolo ma determinati da una incapacità di fondo a «capire» e a dialogare.

Nel Paese del sole
si spegne la felicità

di Diego Colombo
Nel Paese del sole si spegne la felicità

L’Italia non sorride più. Sul Paese del sole si distendono le ombre. Il Rapporto mondiale sulla felicità 2016 contiene i livelli di soddisfazione espressi dai cittadini di 156 nazioni. Il dossier è stato prodotto dal «Sustainable Development Solutions Network», un organismo dell’Onu che riunisce esperti mondiali nei campi dell’economia, della psicologia, della salute e della sicurezza pubblica. L’Italia è al cinquantesimo posto, superata da Malaysia, Nicaragua e Uzbekistan: è tra i dieci Paesi con il maggiore calo di felicità.

In Spagna insegna musica
per capire la matematica

di Marco Bargigia
In Spagna insegna musica per capire la matematica

Professione: docente universitario e musicista. Formalmente, potremmo chiamarlo direttore, maestro, professore o pedagogo del suono e della melodia, ma forse l’espressione migliore è «esploratore della musica». La ricerca di Marco Lucato è partita negli anni ’70 dalla Malpensata attraverso la direzione corale, e a fronte di prestigiosi studi culminati con un’esperienza nell’est Europa, lo ha trasportato da più di 25 anni in Spagna: dal ‘97 «insegna ad insegnare» musica ai bambini come professore di Pedagogia musicale all’Università di Vigo, con sede nella città di Pontevedra, in quell’estremo ovest della penisola iberica che sorride in faccia all’Oceano Atlantico.