Scatta il blocco per i diesel Euro 3 e 4 «Ma non basterà ad abbassare lo smog»
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Il compito ambizioso
di un G7 partecipato

di Franco Cattaneo
Il compito ambizioso di un G7  partecipato

Il G7 sull’agricoltura è finito bene, così come Bergamo ha superato la prova internazionale a tutti i livelli, sotto gli occhi dei ministri di grandi Paesi, dell’Unione europea e del continente africano. Non c’è che dire, a cominciare dall’organizzazione: non tutto era prevedibile in questi termini. L’inatteso omaggio del bel tempo e un clima umano accogliente hanno fatto il resto e completato l’opera. Territorio e società rispondono alla chiamata di un orgoglio maturo quando si sentono coinvolti: è successo così. Non è stato un vertice elitario chiuso in laboratorio, ma è stato partecipato, nei giorni scorsi, in dialogo e in sinergia con le istituzioni locali, l’associazionismo di varia natura, cattolico e laico, il mondo della scuola, dell’università e dei giovani.

La Chiesa nel mondo
Il coraggio dell’attesa

di Giambattista Boffi*
La Chiesa nel mondo Il coraggio dell’attesa

Un fine settimana «pieno» di missione. Si è concluso a Brescia il primo Festival della missione e, oltre ogni valutazione che si farà nelle sedi opportune, occorre sottolineare il coraggio di aver provocato una città, nell’intreccio tra la comunità civile e religiosa, nel dialogo Chiesa-mondo, attorno ad una proposta ed un impegno di evangelizzazione. Raggiunto, dunque, l’obiettivo di far parlare la missione. Il tam tam si diffonde in tutto lo Stivale. Di fatto la strada è diventata protagonista in questi giorni di un annuncio che, nella molteplicità dei linguaggi e delle espressioni, ha detto le ragioni più vere della missione.

Un brutto regalo
Rimediare subito

di Andrea Benigni
Un brutto regalo Rimediare subito

Ragazzi, così proprio no. Un primo tempo da manuale, anche se forse – come ha sottolineato Cristante rientrando negli spogliatoi per il quarto d’ora di riposo – è mancato quel pizzico di cinismo che serviva per chiudere la partita, viste le numerose occasioni da gol. Poi il crollo nella ripresa, quasi inspiegabile. Tre sberle subite in appena tredici minuti. Non sembrava neppure l’Atalanta la squadra trafitta come il burro da Zapata, Caprari e Linetty.

Dall’Australia a Londra
per sfondare nel rock

di Estella Beltramelli
Dall’Australia a Londra per sfondare nel rock

«In un ostello alcune persone mi avevano parlato di Camden Town, nel Nord di Londra, ho scritto il nome su un tovagliolo di carta e da Sidney sono volato in questo quartiere dove vivo ormai da 13 anni». Luca Ravasio, 40 anni, di Carvico, nella vita ha seguito la sua stella: il rock. La strada se l’è costruita in modo personalissimo, con uno spirito aperto e una passione sfrenata che, da autodidatta completo, oggi l’hanno portato ad essere il cantante della band di uno che nel rock ha fatto la storia: Mick Underwood, batterista e collaboratore del cantante dei Deep Purple e non solo.

«L’albero degli zoccoli»
e la civiltà contadina

di Diego Colombo
«L’albero degli zoccoli» e la civiltà contadina

Correva l’anno 1978, quando una giuria, presieduta dal regista americano Alan J. Pakula, nella quale figurava, tra gli altri, l’attrice svedese Liv Ullmann, musa di Ingmar Bergman, conferì la Palma d’oro del festival di Cannes a «L’albero degli zoccoli» del regista bergamasco Ermanno Olmi. Il film, com’è noto, ricostruiva la vita, alla fine del secolo scorso, in una cascina della Bassa, dove abitavano quattro, cinque famiglie di contadini; era interpretato da gente della campagna e parlato in dialetto, doppiato, poi, dagli stessi attori non professionisti.