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Gli appuntamenti del weekend
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Voto di sfiducia

di Giorgio Gandola
Voto di sfiducia

Parlamento tutto ruota attorno all’Italicum, che con quel nome più d’una legge elettorale sembra un treno fermo. Renzi vorrebbe farlo ripartire come la locomotiva di Guccini e la sinistra Pd farlo finire su un binario morto in mezzo ai campi.

L’applauso di Obama
al Renzi amerikano

L’applauso di Obama al Renzi amerikano

Ha dovuto aspettare un po’ per essere invitato ufficialmente alla Casa Bianca ma alla fine Matteo Renzi è stato ricevuto con tutti gli onori da Barack Obama. Il cerimoniale adottato dagli americani era di prima classe: ospitalità concessa all’interno della casa Bianca, incontro di un’ora nello studio ovale, conferenza stampa congiunta – anche più lunga del previsto – e infine una colazione con delegazioni e personalità.

Tenere alta la guardia
per non correre rischi

di Marco Sanfilippo
Tenere alta la guardia per non correre rischi

Ok, quella di domenica scorsa contro il Sassuolo è stata la vittoria più preziosa della sofferta stagione atalantina, sia per il momento critico attraversato dai nerazzurri, sia per la fase del campionato, e la salvezza può dirsi ipotecata. Ma, attenzione, non è stata ancora centrata. Concentrazione e determinazione non dovranno assolutamente scemare.

L’insostenibile leggerezza
del riformismo

di Filippo Pizzolato
L’insostenibile leggerezza del riformismo

Se Gaber era stufo del richiamo alle categorie destra e sinistra per interpretare ogni aspetto del reale, mi consentano i garruli corifei, molti anche nostrani, dell’innovazione istituzionale di esprimere un po’ di garbata insofferenza per l’abuso del termine “riformismo”. Me lo consentano con la cortesia – che chiedo loro – di non vedervi retrostante l’inconfessabile desiderio di difendere rendite di posizione partitica, dacché, a differenza di alcuni di questi loquaci corifei del nuovo corso (che però omettono sempre accuratamente di ricordare questa circostanza), chi scrive non è beneficiario di alcuna rendita politica.

Dalla Legler a Parigi
«Taglio» sarto di lusso

di Fabiana Tinaglia
Dalla Legler a Parigi «Taglio» ora è sarto di lusso

Lo hanno sempre chiamato «Taglio», principalmente per via del suo cognome. Daniele Taglietti non poteva avere un nome più azzeccato, lui che nella vita taglia e cuce e lo fa con grande passione tanto che l’antico mestiere del sarto lo ha portato nella città europea della moda per eccellenza: Parigi. A lui viene da sorridere nel raccontare la sua avventura, un misto di casualità, o «forse destino» commenta, e appassionata testardaggine. Proprio com’è lui.

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