Crescono i laureati disoccupati
ma Bergamo è in controtendenza

In media un neolaureato su cinque dopo un anno non ha ancora trovato lavoro. Fanno peggio i laureati in veterinaria e giurisprudenza. Donne più instabili anche se battono gli uomini per numero di lauree. Per laureati occupati, prima Milano, seguono Bergamo, Varese, Brescia e Brianza.

Laureati e lavoro in Lombardia: sempre più instabile, a basso livello di tutela e poco pagato. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla ricerca promossa da Camera di Commercio di Milano e Unioncamere Lombardia e realizzata da Formaper, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con la Provincia di Milano. Presi in esame i percorsi occupazionali dei laureati negli anni 2006-2008 nel corso del 2007-2009. La ricerca evidenzia in particolare che fra le lauree più gettonate in provincia spicca Ingegneria a Dalmine, mentre Bergamo è la seconda provincia per laureati avviati al lavoro assieme a Brescia. Fra le specializzazioni: industria meccanica ed elettronica.

Laureati avviati al lavoro per provincia lombarda.
La provincia di Milano, con 11.402 laureati avviati, assorbe il 54,8% dei laureati lombardi avviati nella regione, seguono Bergamo (8,2%), Brescia (8%) e Varese (6,7%). Monza è quarta con il 6,2%. A conferma della vivacità di Milano, inoltre, risultano qui avviati circa 5.000 laureati non residenti. Gravitano fuori provincia soprattutto i laureati di Monza e Brianza (61,7%), Lodi (57,1%), Sondrio (52%), Lecco (47%), Como (47%).

Le lauree più gettonate per provincia.
Tra le lauree più gettonate rispetto alla media lombarda dei laureati, ingegneria a Bergamo, diritto e lauree sanitario paramediche a Brescia, scienze geologiche a Como e Lecco, scienze e matematica a Cremona e Monza e Brianza, chimica-farmaceutica a Lodi e Pavia, scienze motorie a Sondrio, linguistico a Varese.

Laureati avviati al lavoro - specializzazione per provincia.
Se a Milano il 10,4% dei laureati è assunto nelle attività amministrative, legali e di consulenza, nelle altre province sono soprattutto i settori dell'istruzione e sanità a tirare. Con alcune specializzazioni: a Bergamo e Monza e Brianza un laureato su dieci è assunto nell'industria meccanica ed elettronica (10,2% e 10,1%), a Brescia il 6,1% nei servizi finanziari e assicurativi ma anche R&S (3,6%), a Lodi nell'istruzione (24,2%), a Como, Lecco e Sondrio negli alberghi e ristoranti (4,4%), e ancora a Sondrio nei servizi finanziari, assicurativi e immobiliari (9,2%), meccanica (10,2%) alloggio, ristorazione e trasporti (6,5%) a Varese.

Laureati avviati al lavoro - i contratti per provincia.
Il lavoro dipendente stabile è prevalente nei territori a maggior presenza manifatturiera come Bergamo e Brescia (rispettivamente 30% e 31,7% contro una media regionale del 26,5%), il lavoro dipendente a termine è largamente maggioritario a Cremona, Lodi, Lecco e Varese (rispettivamente 58,7%, 53,1%, 51,8% e 50,9% contro media regionale del 37,8%). Sondrio si caratterizza per la presenza di imprenditori, 20,2% contro media lombarda del 7,4%. Milano conferma l'elevato ricorso a collaborazioni e tirocini, complessivamente infatti pesano oltre il 36% contro il 28% lombardo.

Le province. Milano si conferma principale bacino di assorbimento della forza lavoro ad alta qualifica: oltre un laureato lombardo su due (54,8%) ha trovato lavoro qui. Seguono Bergamo (8,2%), Brescia (8%) e Varese (6,7%). Monza è quarta con il 6,2%. E se Milano attrae lavoro dalle altre provincia, circa 5.000 i laureati non residenti inseriti nel 2009, devono uscire dai confini provinciali per lavorare soprattutto i laureati di Monza e Brianza (61,7%), Lodi (57,1%), Sondrio (52%), Lecco (47%), Como (47%).

I laureati in Lombardia per università.

Su una popolazione di laureati che in Lombardia è abbastanza stabile tra 2007 e 2008, migliorano le performance di università di Brescia (+6,4%), Bocconi (+3,9%) e Bergamo (+1,2%). Perdono laureati Cattolica (-3,8%) e università dell'Insubria (-3,6%). complessivamente, oltre un laureati su cinque in Lombardia proviene dalla statale di Milano (21%), seguita da Politecnico (19,2%), Cattolica (14%) e Bicocca (10,9%). Alta la presenza femminile: sono il 55,7% dei laureati in regione, superano il 70% in Cattolica e Iulm. La presenza minore in LIUC e Politecnico, in entrambi casi sono circa un laureato su tre. E tra i laureati, gli stranieri sono stati oltre 1.200 nel 2008, pari al 2,6% del totale, in crescita rispetto all'anno precedente quando erano il 2,2%. Più alta la presenza di laureati stranieri in Bocconi (6,5% del totale), Politecnico (3,8%), Brescia (2,6%).

Le lauree che hanno dato più lavoro
:
sul totale dei laureati nel 2008 le percentuali di avviati più alte si registrano, tra l'altro, per i vari indirizzi di ingegneria (in media intorno al 70%), farmacia (77,4%), informatica (70,5%) e matematica (71,1%), i vari indirizzi economici (intorno al 70%) e professioni infermieristiche e dell'assistenza sanitaria (83%). Quest'ultimo indirizzo e ingegneria sono anche le lauree che offrono buone prospettive di lavoro a tempo indeterminato (circa il 30% dei laureati inseriti nel 2009).

Le lauree più difficili per trovare lavoro.

Nel biennio 2008-2009 hanno avuto maggiori difficoltà nel trovare lavoro, per indirizzo di laurea, i laureati in medicina (il 58,9% dei laureati nel 2008 risulta disoccupato, ma una parte di questi stanno ancora studiando), in veterinaria (44,7%) e in giurisprudenza (il 40,4% non occupato). E se i laureati in ingegneria e informatica hanno goduto in media di contratti più stabili e con maggiori tutele, il lavoro autonomo ha riguardato soprattutto odontoiatri (87,7%), veterinari (53,8%) e architetti (42,8%).

© RIPRODUZIONE RISERVATA