Yara, un nuovo sopralluogo
al campo di Chignolo d'Isola

Un nuovo, breve sopralluogo sarebbe stato effettuato sabato 26 marzo dagli inquirenti in borghese al campo di via Bedeschi, a Chignolo d'Isola, a un mese esatto di distanza dal ritrovamento del corpo della povera Yara. Il motivo del sopralluogo non è noto.

Un nuovo, breve sopralluogo sarebbe stato effettuato sabato 26 marzo dagli inquirenti in borghese al campo di via Bedeschi, a Chignolo d'Isola, a un mese esatto di distanza dal ritrovamento del corpo della povera Yara. Il motivo del sopralluogo non è noto: sembra che i detective abbiano compiuto alcuni ulteriori rilievi fotografici, dopo quelli lunghi e accurati già svolti nel corso dei primi sopralluoghi dopo il ritrovamento del corpo.

Forse l'intenzione degli investigatori è stata quella di effettuare alcuni riscontri man mano che dai laboratori del Ris di Parma, dove sono in corso le analisi sui vestiti della tredicenne di Brembate Sopra, giungono i primi risultati su eventuali materiali o tracce di terreno rimasti imprigionati tra le fibre dei tessuti.

O forse - ma anche questa ipotesi non trova conferme - intendevano fotografare i testi dei tantissimi messaggi anonimi depositati all'inizio del campo di Chignolo e nel punto esatto che, per tre mesi, lontano dagli occhi di tutti coloro che la cercavano, ha custodito beffardamente il corpo della giovanissima ginnasta.

Ad ogni modo, anche sabato non si è registrata nessuna svolta concreta nelle indagini sul rapimento e la morte di Yara, mentre ancora si attende, invano, il nulla osta della Procura per poter fissare la data dei funerali.

Nel frattempo, nei laboratori del Ris di Parma e della polizia Scientifica, prosegue il lavoro sui reperti, gli indumenti e i tessuti di Yara, alla ricerca di nuovi profili genetici estranei a quello della tredicenne.

Ancora nessuna delle impronte genetiche (e sono circa 500) acquisite dagli inquirenti nel corso dell'indagine si è rivelata compatibile con i due Dna (maschile e femminile) scoperti sulla parte esterna di uno dei guanti della vittima.

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