«Ho sentito la bambina urlare
Voi non vi sareste tuffati?»

Si trova ancora nell'abitazione di famiglia a Zogno la salma di Abdessamad Khalvofi, 48 anni, annegato venerdì nel Brembo nel tentativo di salvare la figlioletta di 10 anni. L'ha salvata, effettivamente, aiutandola ad aggrapparsi al pescatore che si era tuffato per portare soccorso a entrambi.

Ivano Medolago, 45 anni, operaio di Spino al Brembo (frazione di Zogno), è riuscito a riportare a riva la bambina, ma quando si è rituffato per salvare il padre, per lui era ormai troppo tardi. L'ha tirato a riva, ma l'uomo è morto dopo due ore. Vani tutti i tentativi di rianimarlo, prima da parte dello stesso pescatore, poi del personale del 118.

Il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti, con tutta l'amministrazione comunale zognese incontrerà nei prossimi giorni il pescatore eroe, per assegnargli un riconoscimento ufficiale e per ringraziare anche tutti i soccorritori intervenuti sul luogo della tragedia, i vigili del fuoco, gli agenti della radiomobile, gli uomini del 118.

«Quello di Medolago è stato un grande atto di coraggio, ha evitato che la tragedia potesse essere peggiore - spiega il sindaco -, abbiamo bisogno di gente come lui, è un vanto per la nostra comunità. E, naturalmente, siamo vicini alla famiglia di Abdessamad, il lutto per un papà è un dolore che scuote tutti, Zogno e ogni famiglia».

«Ho fatto quello che tutti dovrebbero fare in casi come questo - si schermisce lui, Medolago, operaio alla Wds allestimenti stand di Sotto il Monte e grande appassionato di pesca -, è stato un gesto naturale e spontaneo. Impossibile non intervenire nel sentire una bambina che chiede aiuto. Non ho pensato affatto a me, l'attenzione era dedicata unicamente alla bambina e a suo papà, in difficoltà. E per questo non mi sento certo un eroe: rifarei esattamente quello che ho fatto, anche se lo spavento è stato tanto».

Leggi di più su L'Eco di lunedì 20 agosto

© riproduzione riservata

al cinema

Vivi Bergamo

SPM
SpecialiSPM
Pubblicità

I Comuni Bergamaschi