Lunedì 19 agosto 2013

Oltre il Colle, ancora piante morte
Sos dalla Cattedrale vegetale

Crescita lenta, troppo lenta. Almeno per una parte delle piante che la compongono. E il rischio è che lo scheletro – costituito da legno non più vivo – crolli prima che l'opera sia modellata nella forma. La Cattedrale vegetale di Oltre il Colle, ormai riconosciuto come uno dei più straordinari esempi europei d'arte naturale, inaugurata nel settembre del 2010, cresce. Ma con qualche difficoltà. Già lo scorso autunno sei – dei 42 faggi che la costituiscono – erano stati sostituiti perché morti. La vigilia di Ferragosto altre otto piante sono state necessariamente sradicate: 5 erano ormai prive di vita, altre tre erano rimaste decisamente troppo basse.

A preoccupare, però, è anche il resto della Cattedrale, proprio perché la crescita appare decisamente troppo lenta. Lo scheletro è composto da 42 colonne, suddivise in cinque navate, all'interno delle quali, nell'arco di 15-20, prima che le stesse colonne cadano perché di legno morto, dovranno crescere, fino a 13 metri di altezza, i faggi piantati in questi anni. La natura dovrà prendere il sopravvento sull'architettura realizzata dall'uomo, mantenendone però le forme originarie. Pierangelo Palazzi, consigliere comunale di Oltre il Colle, delegato alle Politiche agricole, si occupa della manutenzione della Cattedrale, dopo l'accordo siglato lo scorso anno con il Parco delle Orobie, ente che ha voluto la realizzazione dell'opera. «Già lo scorso autunno avevo sostituito sei faggi – spiega –. Ora nove piante o sono morte o sono rimaste troppo basse, non più di 80 centimetri. Quelle nuove che ho ripiantato sono alte fino a tre metri. Così cerchiamo un po' di recuperare il tempo perso».

Sotto accusa, a quanto pare, il terreno in cui sorge la Cattedrale. Siamo su un balcone naturale a 1.400 metri di altitudine, lungo la strada che dalla località Plassa di Zambla Alta porta verso l'Arera. Un sito naturale affascinante, con un panorama mozzafiato sulla Conca di OItre il Colle e le sue cime, ma la terra non sembra essere delle più adatte: forse troppo argillosa.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 19 agosto

fa.tinaglia

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Vincislav scrive: 19-08-2013 - 12:28h
Quasi quasi fondo un movimento vegetalista... Povere piante.