Scoperto tra le rocce di Gorno
il fossile di un antico mammifero

Un nuovo genere e una nuova specie di rettile cinodonte - denominato Gornogomphodon caffiii - è stato identificato attraverso un fossile di tre denti ancora impiantati nella mascella ritrovati dai ricercatori del museo Caffi di Bergamo nelle formazioni rocciose di Gorno, in Alta Valle Seriana.

I giacimenti fossiliferi del Triassico delle Prealpi Lombarde sono famosi in tutto il mondo soprattutto per la ricchezza della fauna a Vertebrati che vi si ritrova. I giacimenti del Triassico Superiore del territorio di Bergamo scoperti a partire dal 1971 a Cene e Berbenno risalgono tutti a circa 220 milioni di anni fa. Grazie alle ricerche del Museo di Scienze Naturali di Bergamo hanno fornito una grandissima varietà di pesci e rettili, ma anche crostacei ed insetti splendidamente conservati.

Il loro studio oltre ad aumentare le conoscenze sulla storia della vita in quel periodo, ha fornito un quadro geografico totalmente differente dall’attuale. Tra l’altro proprio da Cene provengono i primi esemplari mai trovati dei più antichi rettili volanti, riferimento per qualsiasi ricostruzione di alcuni tra gli abitanti più noti del lontano passato del nostro pianeta. Accanto a questa fauna la cui importanza scientifica è ormai consolidata a livello internazionale, altri giacimenti contribuiscono ad arricchire il patrimonio paleontologico.

Nella Formazione rocciosa di Gorno ad esempio, si ritrovano numerosi resti ossei isolati appartenuti ad una grande varietà di vertebrati, soprattutto rettili e pesci. Proprio da queste rocce , un po’ più antiche di quelle che affiorano a Cene, proviene una delle scoperte più interessanti di questi anni, in un’area oggetto di stretta vigilanza da parte del museo per i preziosi indizi che già aveva fornito.

Si tratta di tre denti ancora impiantati nell’osso della mascella, appartenuti ad un antico rettile. Questi denti sono molto particolari, infatti sono tozzi e allungati trasversalmente con caratteristiche che hanno reso molto difficile la loro determinazione. La loro singolarità non aveva alcuna analogia con le migliaia di denti rinvenuti nei giacimenti bergamaschi o italiani.

Alla fine di un lungo studio comparativo, il prof Silvio Renesto dell’Università degli Studi dell’Insubria e il dott. Spencer Lucas del New Mexico Museum of Natural History and Sciences di Albuquerque (USA) sono riusciti ad identificarli come appartenenti ad un nuovo genere e specie di rettile cinodonte, denominato Gornogomphodon caffii. Gornogomphodon significa: ”il dente gonfodonte (in riferimento alla struttura tozza del dente) di Gorno” (il comune in Valle Seriana nel cui territorio affiorano gli strati rocciosi che hanno conservato il fossile). “Il ritrovamento è di notevole importanza perché i rettili Cinodonti sono il gruppo da cui prendono origine i Mammiferi – commenta Anna Paganoni, direttore dell’Istituto di Geologia del Museo di Scienze Naturali di Bergamo -. Inoltre si conoscono pochissimi resti di cinodonti gonfodonti in Europa e questo è il primo mai ritrovato in Italia”.

Ma… come era Gornogomphodon? Era probabilmente un piccolo animale onnivoro di 30-40 cm di lunghezza che si aggirava fra la vegetazione in cerca di cibo e scavava tane in cui cercava riparo dai grandi rettili predatori del suo tempo (resti dei quali sono stati già trovati nella Formazione di Gorno). Sulla base delle nostre conoscenze sui cinodonti, poteva già essere ricoperto di pelo anziché di squame, anche se deponeva uova e non produceva latte come i veri Mammiferi.

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