Il Branzi non è diventato Blanzi
I formaggi brembani in mandarino

Il rischio era che il Branzi diventasse «Blanzi», lo Strachitunt uno «Stlachitunt» e l’Agrì di Valtorta un «Aglì»: con tutte quelle «erre», per un cinese la pronuncia dei sei «Formaggi principi delle Orobie» sarebbe stata troppo ardua.

Il rischio era che il Branzi diventasse «Blanzi», lo Strachitunt uno «Stlachitunt» e l’Agrì di Valtorta un «Aglì»: con tutte quelle «erre», per un cinese la pronuncia dei sei «Formaggi principi delle Orobie» sarebbe stata troppo ardua.

Nasce così la prima traduzione in lingua cinese delle eccellenze casearie della Valle Brembana, Anzi, molto di più: una vera e propria tesi di laurea triennale in lingua mandarino. Merito di Nicole Sonzogni, 21 anni, di Zogno, laureatasi nei giorni scorsi in mediazione linguistica e culturale, indirizzo inglese-cinese, all’università Ca’ Foscari di Venezia (sede di Treviso).

Un aiuto in più per aziende e consorzi vallari che, a maggio del 2015, accoglieranno le delegazioni straniere all’Expo di Milano, proprio con le loro produzioni. Una vetrina mondiale di cui approfittare, con un mercato, quello orientale, straordinario.

Al quale, a questo punto, potranno proporsi direttamente... in cinese.

Grazie alla studentessa zognese che nel bagaglio ha messo due lunghi periodi di permanenza in Cina, come volontaria nelle campagne di Xi’an e per uno stage scolastico semestrale alla Capital Normal University di Pechino. La tesi descrive il progetto che da alcuni anni riunisce in un unico marchio i sei formaggi delle Orobie, con lo sguardo rivolto proprio all’Expo e alle sue opportunità.

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