Milioni europei contro l’inquinamento Giù del 20% le emissioni per il 2020

Milioni europei contro l’inquinamento
Giù del 20% le emissioni per il 2020

La sfida si vede già nei numeri, da capogiro: almeno 23 milioni di investimenti (ma si potrebbe andare oltre) da provare a programmare sul territorio nei prossimi tre anni, per ridurre le emissioni inquinanti e avere Comuni più «green».

Il volano per provare a mettersi in gioco arriva con il contratto (da quasi 1,5 milioni di euro) che la Provincia ha sottoscritto nei giorni scorsi con la Bei, la Banca europea degli investimenti, nell’ambito del Progetto Faber e del Patto dei sindaci.

Obiettivo: contribuire ad abbattere del 20%, entro il 2020, le emissioni di Co2. Il «Covenant of Mayors» ha coinvolto ormai quasi 6.500 sindaci a livello europeo, e in Bergamasca l’adesione era stata a suo tempo entusiastica: ben 217 Comuni avevano firmato il Patto e stilato i propri Paes, i piani d’azione per l’energia sostenibile, con una serie di possibili interventi per contribuire a conseguire l’obiettivo.

Ma in generale, dopo lo slancio iniziale, rimaneva il tema di come proseguire quel percorso e realizzare in modo diffuso gli interventi. Ora, una possibile scossa arriva con le risorse del progetto Faber: lo ha avviato la Provincia nel 2013, vi hanno aderito 124 Comuni, e (dopo una procedura che, ammette il consigliere delegato ai Paes Denis Flaccadori, «ci ha fatto sudare») ha permesso di portare a casa 1,33 milioni di euro. Altri 148 mila (il 10%) li reperirà Via Tasso, arrivando ai quasi 1,5 milioni che permetteranno alla Provincia di assumere il ruolo di regia.

I soldi, dunque, serviranno per progettare le gare: per i lavori, invece, il meccanismo dovrà essere quello delle Esco. Ovvero: la sfida sarà trovare delle società che prendano in carico gli interventi (dalla sostituzione delle luci, all’efficientamento energetico degli edifici, fino alla realizzazione di reti di teleriscaldamento), in cambio di un corrispettivo in relazione ai risparmi energetici che si otterranno in bolletta. «Così il Comune non mette mano al portafogli, ma alla fine del percorso si trova con la centrale termica riqualificata, con nuovi serramenti sulle scuole, o con luci a led per le strade».

Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola venerdì 4 settembre 2015

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