Vaccini, congelata la proroga regionale «Non voglio uno scontro con il governo»

Vaccini, congelata la proroga regionale
«Non voglio uno scontro con il governo»

La Regione Lombardia sta valutando, dopo la nuova circolare del Governo, se approvare o meno l’ annunciata delibera sull’applicazione della legge sui vaccini, valutazione che era prevista nella Giunta che si è riunita stamane ma che non ha preso una decisione.

«Non voglio lo scontro col Governo - ha detto il presidente Roberto Maroni -. Io parlato con la ministra Fedeli, ci siamo chiariti. Non c’è posizione di conflittualità, vogliamo risolvere il problema con la leale collaborazione tra istituzioni». La diatriba fra Regione e Governo era nata la scorsa settimana dopo l’annuncio della Giunta lombarda di voler concedere un percorso di 40 giorni di tempo dall’inizio della scuola per mettere in regola i bambini iscritti agli asili nido (gli unici di competenza diretta) dal punto di vista delle vaccinazioni. Percorso che avrebbe dovuto essere formalizzato nella delibera attesa per oggi. Magari già «entro stasera», è stato spiegato da Maroni insieme all’assessore al Welfare, Giulio Gallera, la Regione deciderà se procedere con una delibera o un semplice provvedimento attuativo interno, dopo aver valutato dal punto di vista politico e legale anche la risposta del governo alla lettera inviata nei giorni scorsi dalla Regione. Magari già “entro stasera».

La risposta a firma dei ministri Fedeli e Lorenzin, hanno riferito Maroni e Gallera, è arrivata questa mattina. «La lettera - ha sostenuto il governatore - riconosce l’impegno e la correttezza delle questioni poste dalla Regione Lombardia. Il primo settembre è stata disposta una circolare che risponde proprio alle nostre preoccupazioni. Ma a differenza delle ministre riteniamo che non tutte le nostre esigenze, per semplificare la vita dei cittadini, siano state accolte dalla circolare».

L’assessore Gallera ha ribadito che in Lombardia «si applica la legge» ma per ottenere l’obiettivo della vaccinazione di bambini «la strada è lavorare sulle famiglie, non fare editti»

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