Addio a Frosio, ex allenatore atalantino: nel ’90 guidò la cavalcata in Coppa Uefa

Aveva 73 anni, allenatore nella stagione 1990-91, portò i nerazzurri ai quarti di finale della sfida europea. Del periodo a Bergamo ricordava «la passione e l’entusiasmo dei tifosi: anche quando eravamo in trasferta sembrava di giocare in casa». Atalanta in campo con il lutto al braccio nella partita di domenica 20 febbraio con la Fiorentina.

Addio a Pierluigi Frosio, allenatore della cavalcata atalantina in Europa a fine 1990, con il trionfale approdo ai quarti di Coppa Uefa. Nato a Monza il 20 settembre 1948, Frosio aveva 73 anni ed era malato da tempo. Da giocatore era stato il capitano storico del Perugia (dieci anni dal 1974 al 1984 e 323 partite) e con quella maglia conquistò il secondo posto finale in serie A e lo sbarco nella seconda competizione continentale. A Bergamo fu il primo allenatore di Antonio Percassi , al suo debutto presidenziale fra la gestione di Cesare Bortolotti e quella di Ivan Ruggeri.

Nella sua Atalanta c’erano Stromberg, Caniggia, Evair, Nicolini, Pasciullo, Progna. Il primo ostacolo in Coppa Uefa fu la Dinamo Zagabria. «Ci davano tutti per eliminati – raccontò Frosio a L’Eco in un’intervista di qualche anno fa – a maggior ragione dopo lo 0-0 in casa. Invece al ritorno fu una partita emozionantissima. Segnò Boban su punizione. Fu molto coraggioso l’arbitro perché in quell’ambiente infuocato ci fischiò un rigore a favore per atterramento di Caniggia. Ed Evair realizzò con una freddezza straordinaria. Ricordo che ci mise una vita a tirare: aveva una calma olimpica e non tirò finché non vide il portiere, che continuava a passeggiare per innervosirlo, fermo sulla riga».

Poi in Turchia, a Istanbul. «Un trionfo. Superammo il Fenerbahce, complessivamente, per 5-1. Eppure ci aspettavano col coltello fra i denti. Ricordo ancora uno striscione, “Benvenuti all’inferno”. Ma proprio in casa loro, all’andata, vincemmo, ponendo le basi per il passaggio del turno». Infine il Colonia. «La risolvemmo a Bergamo, al ritorno, dopo aver fatto 1-1 in Germania. Era rientrato Caniggia e fu lui a dare la palla giusta a Nicolini per l’1-0 decisivo». Ai quarti di finale l’Atalanta fu eliminata dall’Inter, che poi vinse il trofeo. Di quel periodo Frosio ricordava non solo «l’emozione delle competizioni europee», ma anche «la passione e l’entusiasmo dei tifosi. E il supporto che ci diedero nelle trasferte. Giocavamo fuori ma pareva di stare in casa».

Nella partita di domenica 20 febbraio con la Fiorentina l’Atalanta giocherà con il lutto al braccio. «Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia nerazzurra - si legge in una nota del club - partecipano con commozione al dolore dei familiari, ai quali rivolgono le più sincere condoglianze».

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