Il capitano ammette: «Sì, era gol»
Fair play sul campo di Vilminore di Scalve

Nessun giudice di porta e nemmeno la «goal-line technology». In Valle di Scalve, a segnalare se la palla è davvero entrata in rete ci pensa il fair play del capitano. Domenica, nel corso della partita Poliscalve-Villa D’Ogna (Terza categoria girone C), è stato proprio un «suggerimento» all’arbitro dato dal centrocampista scalvino Michele Bonicelli a far cambiare il risultato.

Al 38’ del primo tempo infatti, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla arriva nei pressi della porta difesa dalla Poliscalve, il portiere respinge ma il Villa d’Ogna protesta: la palla era in rete anche se l’arbitro non convalida il vantaggio per gli ospiti. È il capitano scalvino ad avvicinarsi al direttore di gara, ammettendo che la palla aveva davvero oltrepassato la linea di porta. «L’ho fatto senza pensarci in realtà - dice Bonicelli -, ma perché io sono così e chi mi conosce lo sa».

Nemmeno lui forse si aspettava che l’arbitro avrebbe cambiato la propria decisione scegliendo di fermare il gioco, ricominciato da qualche secondo, e assegnare la rete alla squadra ospite. Una scelta ai limiti del regolamento: questa volta sulle regole ha prevalso il buonsenso. «Gli avversari non finivano più di farmi i complimenti - continua -: subito in campo in tre o quattro si sono avvicinati per darmi la mano, e poi negli spogliatoi sono venuti a cercarmi per fare altrettanto. È davvero un gesto che ho fatto spontaneamente, non per farmi dire bravo da nessuno. Capisco anche che, magari, a qualche mio compagno di squadra questo gesto abbia creato un po’ di malumore, ma lo dirò anche a loro quando ci rivedremo all’allenamento: lo rifarei». «Con la squadra, via messaggio in serata - continua -, ho fatto una specie di mea culpa. Non per il gesto in sé, ma perché comunque così ho condizionato la partita, sia perché fino a quel momento era in equilibrio, sia perché si condiziona tutto quello che c’è intorno al puro gioco. Credo che comunque abbiano capito. Non voglio fare l’eroe, né voglio cambiare qualcosa».

Semplicemente Michele vuole essere fedele a se stesso: «Gioco da tanti anni (nel Clusone, nel Darfo, di nuovo a Clusone e poi all’Onore Parre prima di qualche anno nel Csi a Schilpario, ndr) e in tanti anni di cose “brutte” ne ho viste anche troppe. Non voglio “rubare”, piuttosto mi fermo. Se anche la partita fosse andata diversamente e noi avessimo vinto, avremmo avuto la consapevolezza che quella rete era comunque valida: non si trattava di una palla dentro per pochi centimetri, ma almeno di un metro».

Alla fine Poliscalve ha perso 4-1: «A me sinceramente a fine partita le scatole sono girate - conclude -. Non fa mai piacere perdere, quello era il gol dell’1-0 per loro, ma poi ce ne sono stati altri tre che abbiamo preso perché siamo stati degli imbranati noi».

La società plaude al gesto del suo capitano: «Speriamo - dice Luigino Battaglia, responsabile delle attività sportive legate al calcio per Poliscalve - che possa essere d’esempio sia per le altre squadre sia per tutti i bambini che anche nella nostra società si impegnano in questo sport. Anche se ci potessero essere gli estremi per farlo, sicuramente non pensiamo a un ricorso. Siamo fieri di un gesto del genere». E anche al Villa d’Ogna aspettano Bonicelli per la partita di ritorno: «Non so in quanti si sarebbero comportati come lui - dice il dg Camillo Pezzoli -. Quando giocherà qui avrà almeno una cena pagata: pane e strinù o una carbonara, facciamo scegliere a lui».

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