L’Atalanta che ci aspetta?
Più giovane e meno numerosa

Impennata di ascolti durante l’intervento telefonico di Pierpaolo Marino, lunedì sera, a «Tutto Atalanta», su Bergamo Tv

Gran parte dei circa 20 minuti di collegamento il direttore generale nerazzurro, sollecitato dalle domande a raffica degli ospiti in studio, li ha dedicati al calcio mercato atalantino, al quale sovrintende da quando è a Bergamo con l’operativo Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica. Troppo professionale e arguto per lasciarsi andare ad anticipazioni sulle trattative in entrata e in uscita che si concluderanno per tutti ufficialmente a fine agosto. Su un paio di aspetti ha però insistito: l’intento della società di sfoltire una rosa numericamente abbondante e abbassare l’età media dei componenti della rosa.

In entrambi i casi, nulla da eccepire. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Anche perché tante squadre hanno organici super affollati, per cui collocare giocatori in eccesso diventa per chiunque un problema. Non più semplice appare il compito di ringiovanire la rosa, a meno di mettere da parte esperienza e mestiere. Vale la pena, allora, ricordare come Stefano Colantuono da tempo ripeta di scegliere i giocatori in virtù delle potenzialità ed esigenze del team, e non della carta d’identità: due esempi su tutti, Biava nello scorso torneo e Yepes in quello precedente. E sempre a proposito di età, l’Atalanta nel puntare, senza la minima esitazione, su Edy Reja per la prossima stagione sportiva ha trasmesso l’inequivocabile messaggio di voler sposare nella conduzione della squadra anche una certa qual saggezza e padronanza nel settore.

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