Mondiali in Spagna, forza Bergamo
Moioli e Belingheri nella stessa batteria

Domenica, da mezzogiorno, i Mondiali in Spagna: le due bergamasche nella stessa batteria. Michela è stata 3ª in prova, Sofia 19ª su 24.

Michela Moioli sa bene come si sta sul tetto del mondo, e farà di tutto per restarci. Ancora in Spagna, a un anno di distanza e seppur in una competizione diversa perché la detentrice della Coppa ora sogna una soddisfazione iridata. A Baqueira Beret l’ingresso nella storia, a Sierra Nevada - domenica - la voglia di scrivere un’altra pagina memorabile di snowboardcross. I piedi, come sempre, sono ben piantati a terra, il profilo è basso che più basso non si può ed è inversamente proporzionale a tutte le componenti che ben conosce e che serviranno per salire su un podio già conquistato due anni fa, con il bronzo di Kreischberg in Austria.

L’atteggiamento è analogo, il curriculum maturato nel lasso di tempo dice invece tanto, o forse tutto: il trofeo di cristallo della scorsa stagione e due vittorie nelle ultime tre tappe (a Feldberg e La Molina) la pongono, giocoforza, nel lotto delle favorite. Insieme alla nostra, la ceca Eva Samkova e l’americana Lindsay Jacobellis che, non a caso, l’hanno preceduta in qualifica, senza dimenticare la pattuglia francese.

Chi può già sorridere invece è Sofia Belingheri, al debutto («l’emozione c’è, penso solo a dare il massimo») che, con il 19° tempo, è entrata nelle 24 e ora potrà affrontare a briglie sciolte la batteria che, ironia della sorte, la vedrà al cancelletto a fianco di Moioli e Raffaella Brutto (l’altra azzurra, Francesca Gallina, non è partita).

L’anomalia di una kermesse sui titoli di coda della stagione, in una località che fa segnare temperature piuttosto elevate (oltre 20 gradi a 2000 metri) e su un tracciato lungo dalle strutture impegnative: il mondiale iberico diviene cosi ulteriormente complicato da decifrare ma la sensazione diffusa è che la lotta per lo scettro sarà ristretta alle «big».

«Voglio tornare a casa con qualcosa - dice Moioli - e, nonostante una partenza in salita che non mi si addice molto, come nel training, mi sono trovata ancora a mio agio nel resto della pista. Non siamo più abituate a gareggiare su tracciati cosi lunghi, ma è giusto che sia cosi per una gara di tale livello. Peccato la batteria con le altre italiane però, in caso di passaggio, la semifinale sarebbe un po’ più morbida».

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