Viaggio nel Parmense
fra parchi, castelli e golosità

Parchi protetti, castelli aperti alle visite, tante bontà gastronomiche (si pensi al prosciutto di Parma e al Parmigiano Reggiano): questa è la terra del Ducato di Parma e Piacenza.

Un nome che è rimasto a caratterizzare due province che – dopo la bufera provocata da Napoleone – furono assegnate a Maria Luigia d’Austria, della quale ancora oggi si ricorda il buon governo. Oggi questo territorio tra il fiume Po e l’Appennino è sinonimo di “scienza del saper vivere”, tra bellezze naturali, ampi spazi, memorie di storia e d’arte, bontà gastronomiche che hanno fatto chiamare questa terra “food valley”.

L’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, assieme al Circuito dei Parchi del Ducato, offrono una grande opportunità: 23 castelli, di cui 14 con alloggi da charme per complessivi 388 posti letto (suite uniche e indimenticabili), 5 Parchi regionali e 4 Riserve Naturali

Agostino Maggiali, presidente dei Parchi del Ducato di Parma e Piacenza, nell’incontro avuto con rappresentanti istituzionali e giornalisti, ha spiegato che i parchi del Ducato nascono da una legge regionale e rappresentano una rete di aree protette che si pone come esempio straordinario di biodiversità. Tanta natura ma anche tanta cultura, storia ed enogastronomia. Si tratta indubbiamente di un territorio ricco di eccellenze che va tutelato ma anche sviluppato con la creazione di nuovi progetti che mìrino all’educazione ambientale, alla conservazione del paesaggio, alla creazione di sentieri e ciclopiste. Occorre insomma dare un’organizzazione turistica all’intera area.

I castelli - ha detto Stefano Landi, presidente della SL&A, che ha curato il press tour - sono oggi poche migliaia, quasi tutti costruiti in Europa fra l’XI e il XVI secolo. Ciò significa che questa grande fabbrica si è esaurita da almeno cinque secoli. L’Italia ne possiede circa 750, ma anziché rappresentare una risorsa, vengono spesso considerati un problema per gli alti costi di manutenzione, pur in presenza di una richiesta molto sofisticata soprattutto dall’estero. E’ giunto il momento di mettere a reddito queste strutture che non sono solo generatrici di costi ma anche di ricavi.

Nel week-end sono stati scelti per la visita i castelli di Torrechiara (isolato sulla collina in Comune di Langhirano) e Fontanellato, oltre alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza. A Collecchio molto interessante la visita ai musei della Pasta e del Pomodoro (il 10 per cento del pomodoro italiano è lavorato a Collecchio, dove, non dimentichiamo, è anche la sede della Parmalat, il più grande stabilimento europeo per la trasformazione del latte).
Non poteva mancare la visita a un salumificio: è stato scelto il “San Prospero”, a Beduzzo di Corniglio, sull’Appennino, dove l’aria è buona, la vita scorre lenta per far stagionare dolcemente il prosciutto di Parma (tra 18 e 24 mesi). Il San Prospero ne mette in commercio ben 80 mila pezzi. A poche centinaia di metri, sempre a Beduzzo, ecco la Latteria sociale, dove il Parmigiano Reggiano stagiona da 12 sino a 36 mesi. “Il latte – sottolinea il presidente Renzo Botti - proviene tutto da conferitori della zona, la filiera è perfetta per avere il massimo della qualità. Ci vogliono 500 litri di latte per avere una forma da 40-41 chili”.
Un discorso a parte meriterebbero le trattorie dove mangiar tipico. Ne citiamo tre: a Sala Baganza “I Pifferi” tra i boschi e “Trattoria Milla” (antica tradizione di famiglia, con prodotti selezionati con estrema cura da Luciano Affanni), Trattoria da Vigion a Beduzzo di Corniglio (sabato e domenica meglio prenotare).

All’incontro hanno preso parte anche alcuni giovani che, dopo aver concorso al Premio Nazionale “Talento Italiano” con progetti innovativi di promozione turistica, hanno dato dimostrazione pratica dell’applicabilità delle loro idee anche al territorio dei Parchi e dei Castelli di Parma e Piacenza. Particolarmente interessante il progetto Astronomitaly di Fabrizio Marra, la cui idea è quella di creare una rete di strutture e luoghi privilegiati per l’osservazione del cielo stellato dando così il via a quello che potrebbe rappresentare una nuova area di mercato: il “turismo astronomico”. Non da meno anche il progetto Aiyihaoyi di Erica Giopp e Fabio Giardina che vogliono gettare un ponte fra Italia e Cina, partendo dal presupposto che soltanto il nostro Paese è in grado di far vivere certe emozioni, ma che serve un facilitatore di madrelingua che le possa mettere in luce; Marialba Pandolfini ha ideato un marketplace online (Tourango) per la prenotazione di visite guidate effettuate direttamente da chi nei luoghi vive e abita. Infine l’Associazione TassoBarbasso, che permette a chiunque di poter vivere l’esperienza di viaggi nella natura “camminando con la testa”.


“Il nostro territorio - conclude Paolo Bianchi, sindaco di Collecchio – non è solo un distretto agricolo-industriale, perché qui ci sono variabili molto diverse a cominciare dall’informatica per finire al turismo. Così come non deve essere valutata soltanto la produzione di massa a discapito di quella di qualità. Com’è noto, infatti, siamo depositari di alcune eccellenze introvabili altrove, malgrado i ripetuti tentativi, a volte grotteschi, di copiare ciò che soltanto nel nostro territorio è possibile produrre”.

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