Fontanella, il maresciallo Manfreda   «Così aiuto le donne dopo le aggressioni»

Fontanella, il maresciallo Manfreda
«Così aiuto le donne dopo le aggressioni»

Il maresciallo donna Manfreda ha raccolto la deposizione della vittima della violenza di Fontanella.

Silenzio e pensieri in cella. Ancora 24 ore di riflessione e attesa in carcere per il 20 enne richiedente asilo della Sierra Leone fermato mercoledì 20 nei prati di Fontanella e accusato di aver picchiato e violentato un’educatrice di 27 anni nel bagno della comunità d’accoglienza «Terra promessa», alla cascina Fenatica, una delle strutture gestite dalla cooperativa Rinnovamento. Il ragazzo in queste ore da prassi è nella sezione di isolamento del carcere, in attesa di rispondere alle domande del gip Federica Gaudino. Violenza sessuale e lesioni aggravate sono le ipotesi di reato a suo carico formulate dal pm Davide Palmieri, titolare del fascicolo d’inchiesta, che potrebbe contestare all’indagato anche la minorata difesa della vittima dell’abuso. L’educatrice, soccorsa e trasportata all’ospedale di Treviglio, ha una prognosi di 30 giorni ed è sotto choc. Uscendo dall’ospedale ha incontrato il prefetto Elisabetta Margiacchi.

A raccogliere la drammatica testimonianza della vittima della violenza è stata il maresciallo ordinario Annalisa Manfreda, in servizio alla stazione di Treviglio. «Era molto provata – ha rivelato il militare–. È comunque riuscita a raccontare l’accaduto, ma c’è voluto un lungo tempo. Alle parole, infatti, ha alternato momenti di commozione, riflessione e silenzi». Il maresciallo Manfreda ha una preparazione specifica proprio per occuparsi di violenza di genere, maltrattamenti e atti persecutori. In base alla sua esperienza, si è inizialmente preoccupata di far sentire l’operatrice a proprio agio. Dopo le ha lasciato ricostruire l’accaduto senza incalzarla o metterle pressione, visto il delicato stato psicologico in cui si trovava: «È riuscita – ha spiegato ancora il militare – a ricordare diversi fatti e dettagli anche se non in modo consequenziale. Noi l’abbiamo sentita poche ore dopo il fatto ed era ancora sotto choc. L’abbiamo comunque trovata pienamente consapevole di cosa le era accaduto». Secondo il maresciallo Manfreda «le ci vorrà ancora molto tempo per elaborare e assumere le conseguenti decisioni». Oltre che decidere come comportarsi nei confronti del quale, rivela ancora il militare che l’ha ascoltata, durante la sua testimonianza «non ha espresso nessun giudizio o commento».

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