Processo contro  l’imam di Zingonia Ci sono atti coperti dal segreto di Stato

Processo contro l’imam di Zingonia
Ci sono atti coperti dal segreto di Stato

Ci sono atti coperti dal segreto di Stato che riguarderebbero Muhammad Zulkifal, l’imam di Zingonia in carcere in Sardegna con l’accusa di associazione terroristica.

È questa la novità emersa a margine del processo che si sta celebrando contro il presunto terrorista pakistano e altri 10 connazionali per una serie di attentati in Pakistan, inclusa la strage al mercato di Peshawar del 2009 che fece più di 100 morti. Che cosa contengano le carte che ha in mano l’Interpol non è dato di sapere. E questo rende difficile il compito dei due legali di Zulkifal, gli avvocati bergamaschi Omar Hegazi e Fulvio Vitali: da una parte c’è il diritto alla difesa, dall’altra esigenze di sicurezza che riguardano l’Italia. È un nodo che potrebbe venire al pettine nelle prossime udienze del processo.

Sempre venerdì 26 febbraio è riemersa, tramite il lancio di un’agenzia di stampa, la storia della fotografia di due cadaveri che due stranieri, mai identificati, avrebbero portato a un fotografo di Lodi perché la stampasse su carta estraendola dalla galleria immagini di un cellulare. Si tratterebbe di marito e moglie pakistani che sarebbero stati giustiziati a Gardone Valtrompia (Brescia) perché avevano osato indossare il costume da bagno al mare. E l’esecuzione, sempre secondo quanto riferisce l’agenzia, sarebbe avvenuta con la benedizione di Zulkifal, ritenuto da chi indaga uno degli esponenti di spicco di una cellula di Al Qaeda con base operativa a Olbia.

Il collegamento avverrebbe tramite alcune intercettazioni. In una del 9 settembre 2011 Zulkifal diceva: «Facendo qualche foto potevate posizionare meglio la gola del cadavere... dovevate fotografare in modo da vedere anche il petto. Questa cosa è grande...». E in un’intercettazione successiva, l’imam faceva riferimento a spostamenti sul territorio di Brescia, al «bagagliaio di un’auto» e a un «cadavere messo sotto terra». L’imam ha sempre sostenuto che le telefonate intercettate erano nel contesto della festa del sacrificio dell’agnello e che il cadavere di cui si parla è quello dell’animale.

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