Covid, le scuole stoppano le forniture di mascherine: troppe stipate nei magazzini

Il caso I magazzini sono pieni di dispositivi di protezione inutilizzati perché troppo scomodi da indossare. I presidi: non sappiamo come smaltire le scorte accumulate. Cercansi suggerimenti per un riutilizzo «smart».

Da dispositivo di protezione introvabile a dotazione in eccesso, di cui non si sa che fare. Sembra essere questo il destino delle forniture di mascherine che, accumulate dalle scuole dall’inizio della pandemia, adesso giacciono nei depositi. Insieme a una grande quantità di flaconi di gel disinfettante. «Ci siamo resi conto che abbiamo accumulato una grande quantità di mascherine di cui adesso non sappiamo cosa fare. Ci sembra davvero uno spreco che vorremmo evitare – ha segnalato Giuseppe Di Giminiani, titolare dell’Istituto Aeronautico Locatelli –. Di fatto le mascherine che ci sono state fornite, da subito non hanno incontrato il favore dei ragazzi perché molto scomode da indossare. Per questo motivo gli alunni hanno preferito usare mascherine acquistate direttamente dalle famiglie . Da quando poi c’è l’obbligo di usare la Fpp2 per salire sui mezzi, gli studenti arrivano a scuola già con questo dispositivo che poi utilizzano anche in classe. Il risultato è che abbiamo il magazzino pieno di mascherine che vorremmo smaltire in modo utile e intelligente».

La conferma di una dotazione eccessiva di mascherine, dovuta al fatto che quelle fornite sono scomode o hanno gli elastici che si rompono facilmente, arriva da altri istituti della città: «Le mascherine e il gel non sono di certo mancati – sottolinea la dirigente del Liceo Lussana, Stefania Maestrini – .Quando ci siamo resi conto che gli studenti le lasciavano sui banchi per tutta una serie di motivi, abbiamo chiesto alle famiglie che ci inviassero una comunicazione scritta di rinuncia in modo da evitare sprechi . Dopo aver fatto i calcoli di quante ce ne serviranno da qui alla fine dell’anno – precisa la dirigente – abbiamo chiesto la sospensione della fornitura fino a giugno in modo da smaltire le scorte».

Surplus anche di gel disinfettante

«Le mascherine che ci hanno fornito, quelle con il doppio elastico da passare sul capo o da allacciare dietro la nuca, sono davvero scomode e la maggior parte dei ragazzi non le ha utilizzate, preferendo quelle chirurgiche con l’elastico da passare dietro le orecchie – conferma il dirigente del Sarpi, Antonio Signori –. Anche di flaconi di gel siamo pieni, al punto che per Natale l’ho regalato a tutti gli alunni travasandolo in piccoli dispenser che ho personalizzato con il logo della scuola. Con tutto il gel delle scuole – ironizza Signori – potremmo riempire una piscina». Identica situazione al Paleocapa: «Ne abbiamo accumulate tantissime anche perché durante la quarantena nelle classi non venivano più distribuite. Non solo, ma è cambiato anche il consumo da parte dei ragazzi che preferiscono acquistarle colorate o in qualche modo personalizzate. Il risultato è che ne abbiamo in grande quantità e adesso dobbiamo capire cosa farne».

In dono ai centri di accoglienza e assistenza

Una prima soluzione l’ha trovata la dirigente del Natta, Maria Amodeo: «Nel nostro caso siamo stati riforniti di mascherine di vario tipo. Come abbiamo visto che alcune non erano gradite dai ragazzi abbiamo fatto subito opera di responsabilizzazione per evitare lo spreco. Non solo, abbiamo anche invitato gli studenti a restituire quelle che non avrebbero utilizzato. Al momento abbiamo il conto di quante ce ne serviranno da qui al 31 marzo – precisa la dirigente – e le altre le abbiamo donate a centri di assistenza e accoglienza . Le mascherine di fatto sono un bene della scuola e non possono essere restituite». Mascherine, ma anche gel in eccesso: «È vero che siamo riforniti di tutto e di più – ribadisce la dirigente dell’Istituto Pesenti, Veronica Migani –. Il gel però tutto sommato viene ancora molto utilizzato perché ormai è diventata un’abitudine per tutti gli studenti. E comunque anche una volta finita del tutto la pandemia può sempre essere usato sia in classe sia nei bagni. Per quanto riguarda invece le mascherine, già prima di Natale abbiamo fatto richiesta di sospensione della fornitura».

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