Il «112 Unico»: da Bergamo una chiamata ogni due minuti

EMERGENZA. Domenica 11 febbraio è la «Giornata europea» dedicata al numero attivo dal 2010. Dalla nostra provincia arrivano 800 telefonate al giorno e 300mila l’anno. Le funzionalità dell’app «Where Are U».

Ottocento telefonate ogni giorno, per una media di 33 ogni ora e una ogni due minuti. Sono i numeri – consistenti – dell’attività del «Numero unico emergenza 112» per quanto riguarda l’afflusso delle chiamate che arrivano da Bergamo e provincia. Chiamate che vengono fisicamente ricevute dalla «centrale unica» che ha sede logistica a Varese, all’ospedale Circolo, dove confluiscono anche le analoghe telefonate dalle province di Como, Lecco e Monza e Brianza, per un totale di qualcosa come 4.500 telefonate al giorno. Alla centrale di Varese, che è gestita da Areu, l’Azienda regionale emergenza e urgenza, le chiamate vengono scremate e, in caso di necessità, inoltrate ai vari enti di competenza, a seconda del tipo di emergenza: alla sala operativa del 118 in caso di problema sanitario, oppure a polizia, carabinieri o vigili del fuoco per le altre tipologie di emergenza.

Domenica 11 febbraio ricorre la «Giornata europea del numero unico di emergenza europeo 112», noto anche come «Nue 112». Un servizio attivato nel 2010 con una prima sperimentazione a Varese: sperimentazione alla quale aderì fin da subito l’allora 118 di Bergamo con la centrale operativa che aveva sede all’interno degli Ospedali Riuniti. Nel corso degli anni il servizio è stato progressivamente esteso a tutto il territorio regionale, applicando un modello di gestione delle chiamate realizzato in attuazione della normativa dell’Unione europea. «Si tratta di un servizio fondamentale – sottolinea l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso –: il 112 è la “porta di accesso” del cittadino per tutte le emergenze, siano esse sanitarie o di competenza delle forze dell’ordine o dei vigili del fuoco. La Lombardia ha visto nascere il Numero unico e ha contribuito, e contribuisce tuttora, all’attivazione del servizio in molte altre regioni».

Attualmente il servizio viene gestito da tre «Centrali uniche di risposta» situate, oltre che a Varese, anche a Milano e a Brescia (dove convergono anche le chiamate delle province di Sondrio, Mantova, Cremona, Pavia e Lodi). In questo modo viene garantita una unica prima risposta a tutte le chiamate di soccorso effettuate sul territorio lombardo, non necessariamente componendo il 112: sono ancora attivi il 113, il 115 e il 118, e tutte le telefonate arrivano alla stessa centrale unica. Lì l’operatore localizza chi chiama e, in base al tipo di soccorso, oltre a creare in pochi istanti una scheda digitale dell’intervento, inoltra la chiamata all’ente competente e alle rispettive «centrali di secondo livello»: che, a Bergamo, sono la Sala operativa regionale emergenza urgenza «Soreu delle Alpi» per il soccorso sanitario (ha sede all’ospedale Papa Giovanni XXIII e coordina l’invio dei mezzi del 118 anche nelle province di Brescia e Sondrio), le centrali operative dei carabinieri (al comando provinciale e nelle compagnie del territorio), della questura (in via Noli) e dei vigili del fuoco (in via Codussi). In questo modo vengono anche filtrate dalla centrale di primo livello le chiamate improprie, che non vanno a gravare sulle centrali che devono invece gestire poi direttamente il soccorso sul territorio.

Lo scorso anno le centrali del 112 unico hanno gestito cinque milioni e mezzo di chiamate: di queste, la metà sono state filtrate perché non riguardavano effettive emergenze. Grazie a un sistema di geolocalizzazione di chi chiama – attivo anche in caso di telefonata da un numero anonimo –, l’invio dei mezzi di soccorso è decisamente più rapido. Ancor più se si usa l’app gratuita «Where Are U», che permette di attivare i soccorsi anche attraverso la chiamata silenziosa o la chiamata con chat. A Milano per la giornata europea del 112 unico il Pirellone e Palazzo Lombardia saranno illuminati di rosso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA