Manifestazioni, dal 14 novembre stop in alcune aree del centro: ecco dove

Bergamo, lo ha stabilito il Comitato provinciale della Pubblica sicurezza, alla luce della Direttiva del ministero dell’Interno sullo svolgimento delle manifestazioni di protesta nella fase di emergenza sanitaria. Da domenica 14 novembre 2021 fino al termine dello stato di emergenza alcune zone della città saranno interdette.

Piazza Pontida, largo Rezzara, via XX Settembre, piazza Matteotti, piazza Vittorio Veneto, Sentierone, largo Gianandrea Gavazzeni, piazza Cavour, largo Bortolo Belotti, via Torquato Tasso, piazzetta Santo Spirito, Città Alta ad esclusione del piazzale della Fara . Queste le aree della città di Bergamo dove da domenica 14 novembre 2021 fino alla cessazione dello stato di emergenza saranno vietate le manifestazioni di protesta.

Lo ha stabilito venerdì 12 novembre il Comitato provinciale della Pubblica sicurezza , che si è riunito per confrontarsi sulla Direttiva emessa dal ministero dell’Interno con le indicazioni sullo svolgimento delle manifestazioni di protesta nella fase di emergenza sanitaria . Alla riunione, presieduta dal prefetto Enrico Ricci, hanno partecipato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il questore Maurizio Auriemma, il tenente colonnello dei carabinieri Alessandro Fasolino, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Marco Filipponi, il direttore dell’Uoc Medicina Preventiva dell’Ats Oliviero Rinaldi e il Responsabile dell’Area specialistica igiene e sicurezza sul lavoro Sergio Piazzolla. L’incontro è stato esteso anche alla partecipazione dei rappresentanti dei comuni demograficamente più importanti della provincia (Albino, Caravaggio, Dalmine, Romano, Seriate e Treviglio).

L’atto di indirizzo ministeriale «è stato adottato – si legge in una nota della Prefettura – con l’obiettivo di contemperare, nell’attuale fase di emergenza sanitaria, l’esercizio del diritto di riunirsi e manifestare liberamente in luogo pubblico con altri diritti, pure costituzionalmente garantiti, quali, in particolare, quelli attinenti allo svolgimento delle attività lavorative e alla mobilità dei cittadini ». Il centro cittadino «costituisce il luogo in cui si concentrano le manifestazioni di protesta – prosegue la nota – comprese quelle contro le misure sanitarie di contenimento del contagio da Covid19, che, a partire dal 24 luglio, si sono svolte ogni fine settimana». Nel corso dell’incontro «anche alla luce dell’andamento epidemiologico che registra pure in questa provincia un incremento di positività» si è concordato di interdire alle manifestazioni di protesta alcune aree del centro di Bergamo ritenute «sensibili» perché «di particolare interesse artistico o religioso o sedi di numerosi esercizi commerciali». «Non sono state al momento individuate in altri Comuni – conclude la Prefettura – esigenze di interdire specifiche aree alle manifestazioni pubbliche».

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