Mura, 310 mila euro per la manutenzione Ecco la prima opera del Piano Unesco
Le Mura di Bergamo (Foto by Fabio Toschi)

Mura, 310 mila euro per la manutenzione
Ecco la prima opera del Piano Unesco

Da Fondazione Cariplo 310 mila euro per la manutenzione e la valorizzazione delle Mura Veneziane: un’altra notizia importante per la cinta muraria di Bergamo, a pochissimi giorni della consegna ufficiale della candidatura a patrimonio dell’umanità dei sistemi difensivi veneziani tra XV e XVII secolo negli uffici Unesco di Parigi.

Il Comune di Bergamo ha partecipato al bando «Buone Prassi di Conservazione del Patrimonio», con il Progetto «Le Mura Veneziane di Bergamo: 5 km di paesaggio lapideo da curare e mantenere in buona salute», un piano triennale (cofinanziato dallo stesso Comune con uno stanziamento di ulteriori 200mila euro) per la manutenzione della cinta muraria di Bergamo Alta e per governare i processi di degrado garantendone comunque la piena fruibilità. Il progetto è frutto di un partenariato che vede il Comune di Bergamo come capofila in sinergia con l’Università degli Studi di Bergamo (Dipartimento di Ingegneria-Laboratorio di Rilievo e Analisi del Costruito) e l’Associazione Orobicambiente.

Il lavoro alla base del progetto è iniziato con la firma nel marzo scorso di una convenzione con il Demanio (proprietario della gran parte delle Mura Venete) e l’associazione Orobicambiente Onlus per l’esecuzione periodica delle sole opere di rimozione della vegetazione infestante (sulla base di un progetto già approvato dalla competente Soprintendenza): proprio la convenzione conferisce titolo al Comune di Bergamo di partecipare a bandi per la manutenzione e valorizzazione delle Mura Venete.

Il Comune ha così avviato un lavoro di regia sul territorio intorno alle Mura veneziane, lavoro che ha accompagnato il processo di candidatura Unesco dei sistemi difensivi veneziani tra il XV e il XVII secolo: il piano prevede infatti il coinvolgimento delle associazioni Terre di San Marco e Italia Nostra per le azioni di sensibilizzazione e partecipazione attiva dei cittadini, ma anche della Fondazione Bergamo nella Storia per azioni di divulgazione storica e scientifica.

«La definizione di un programma di manutenzione sostenibile, - dichiara Leyla Ciagà, Assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo – concepito come un processo di cura quotidiana dei diversi elementi architettonici che costituiscono il “paesaggio di pietra” delle Mura Veneziane, appare ora necessario non solo per far fronte alla sempre maggiore scarsità di risorse, ma anche per rafforzare una rete di soggetti e competenze che possano agire in sinergia intorno a un bene che rappresenta uno dei più importanti elementi identitari per la città di Bergamo».

Sono previste tre diverse fasi, con la definizione di un Piano della conoscenza con ispezioni dirette in loco e sistematiche indagini cognitive (con monitoraggio periodico sullo stato di conservazione e rilievi 3D con scanner laser e droni), la realizzazione di un Piano delle opere con individuazione per ogni architettura della priorità d’intervento, della tempistica e dei costi di interventi manutentivi e infine il proseguimento del lavoro svolto con l’Associazione Orobicambiente attraverso un Piano di Condivisione.

Per quanto riguarda le superfici murarie, gli interventi manutentivi urgenti riguardano il taglio e la rimozione della vegetazione infestante (da attuare mediante attrezzature speciali anche di tipo alpinistico); mentre le opere di conservazione riguardano la pulizia e la sistemazione dei giunti di malta (sempre da attuare mediante attrezzature speciali al fine di evitare eventuali ponteggi); gli interventi di consolidamento riguardano il rifacimento dei parapetti danneggiati.

«Si tratta della prima opera pubblica concreta che mettiamo a disposizione del piano di gestione del Progetto Unesco, - sottolinea il consigliere delegato al progetto Unesco Roberto Amaddeo - che ci chiede come prima cosa la manutenzione e l’integrità del bene. Ricevere questi fondi subito dopo la consegna della candidatura a Parigi dimostra che ci siamo mossi con i tempi giusti per poter rendere concrete le azioni che accompagneranno la candidatura bergamasca e che anche le Fondazioni riconoscono l’importanza di questo progetto».

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