«L’accoltellatore stava ore in biblioteca»
La testimonianza: in silenzio sempre online

Il racconto del bibliotecario di Alzano dove è avvenuta la seconda aggressione.«Lanni veniva qui tutti i giorni, ma non parlava».

Se ne stava ogni giorno ore e ore da solo, con lo sguardo fisso sul computer portatile, al primo piano della biblioteca di Alzano. Sfruttava il servizio di Wi-fi gratuito per navigare online. Vincenzo Lanni, in carcere con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato giovedì due persone, a Villa di Serio e Alzano, è un volto noto tra i libri e gli scaffali di questo edificio sul parco Montecchio. «Era qui tutti i giorni – racconta il bibliotecario di Alzano, Enzo Curnis – lo conosciamo molto bene, anche se con noi è sempre stato taciturno. Arrivava e saliva al primo piano, spesso si fermava anche tutto il pomeriggio o tutta la mattina. A volte lo trovavamo addirittura fuori dall’entrata, prima dell’apertura, pronto per accedere». Attendeva seduto sulle panchine del parco dove giovedì ha aggredito Luigi Novelli, 84 anni, conficcandogli un coltello da cucina nella schiena. Poche ore prima aveva ferito, fuori da un bar di Villa di Serio, Antonio Castelletti, 78 anni.

Il quarantanovenne, originario e con residenza a Redona, a Bergamo, domiciliato però a Villa di Serio in via Rollo, dunque, trascorreva gran parte del suo tempo libero nella biblioteca di Alzano. Continua Curnis: «Stava molte ore al computer, non scambiava parola con nessuno». In passato l’uomo, programmatore informatico oggi disoccupato, prendeva in prestito libri, anche fatti arrivare da altri comuni. Ha ordinato una ventina di titoli in sei anni, «ma – aggiunge ancora il bibliotecario – era dal 2012 che non chiedeva più volumi». L’ultimo è stato «Omicidio a Lorient» di Jean Failler con protagonista una poliziotta che indaga sull’annegamento di un clochard, la sparizione del direttore di un supermercato e un furto d’auto. Un giallo, genere di cui pare Lanni fosse appassionato.

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