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#dallepartidiDio: «se si può, si deve». La possibilità per Silvia Del Monte e i tanti abiti della Madonna

Articolo. «La Madonna è il metro della possibilità. È colei che mi dice che, se posso fare qualcosa di buono, lo devo fare». Con questo spirito, in una vita ci possono stare sei figli, un marito, il viaggio annuale a Lourdes e il lavoro come insegnante. La vita di cui stiamo parlando è quella di Silvia Del Monte, protagonista della sesta puntata del nostro podcast. In occasione del mese mariano, vi proponiamo anche una gallery fotografica raccolta da Don Davide Rota, dedicata alla figura di Maria nel mondo

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«Se si può, si deve» è il sesto episodio della rubrica di Eppen in forma di podcast #dallepartidiDio. Una serie di puntate a cadenza mensile nelle quali interrogheremo donne e uomini cristiani su alcuni temi d’attualità: dal lavoro al denaro, dalle relazioni alla guerra. E cercheremo di capire cosa ha da dire sul mondo chi sta “dalle parti di Dio”.

«Il mio integratore miracoloso? La Messa ogni mattina: un momento di formazione indispensabile, una carica di energia per affrontare la giornata. Mi sembra di avere accanto il buon Dio che mi invita a vivere». A parlare è Silvia Del Monte, che ha quasi 55 anni ed è sposata con Paolo da 27. Ha sei figli dai 12 ai 25 anni. I due più piccoli ancora sono a scuola, gli altri lavorano. Insegna religione all’Istituto Natta, dove non tutti gli studenti optano per l’ora di religione cattolica. «All’inizio mi sentivo bullizzata. Entravo io in classe e uscivano loro. Ci rimanevo molto male. Ora ho preso coscienza che è stata la mia generazione a non aver trasmesso la chiave di lettura della vita, ovvero Dio. Ora dunque i ragazzi stanno alla larga da questi temi, ma prima o poi ci arriveranno. E io dovrò essere lì con la porta aperta. Avrei potuto insegnare italiano, storia o filosofia, ma ho scelto di insegnare religione perché è lo strumento che aiuta a ricomporre il tutto, dai diversi saperi fino a ciò che accade nella vita, come se fosse un puzzle. La religione è il senso che permette di ripartire o di andare spediti».

Silvia Del Monte e il rapporto con la Madonna

«La mia relazione con la Madonna è diventata con il tempo uno stimolo a non tirarmi indietro. Quando ero più piccola non la sentivo tanto vicina. Tutto si riconduceva a Gesù e a Dio e la Madonna aveva un posto marginale. Diventando sposa e madre, invece, ho riconosciuto quanto sia centrale. In effetti nel Vangelo la Madonna c’è, ma sta un po’ in disparte, come nelle nozze di Canaan dove non è protagonista anche se, senza di lei, l’acqua non sarebbe diventata vino e Gesù non si sarebbe manifestato. Maria è colei che nel silenzio percorre chilometri e chilometri mentre è incinta per andare ad aiutare la cugina Elisabetta. La Madonna per me è in questa posizione: un po’ di disparte, ma sempre presente, spesso scomoda, ma sempre decisiva. È la forza di sovvertire il pensiero dominante, di compiere scelte giuste anche se faticose, di guardare il cielo anziché la terra. Il rosario con il quale la Madonna viene evocata è la porta di ingresso al suo stile di vita che può diventare nostro nella ripetizione e nella meditazione».

E la famiglia? «I miei figli mi seguono, tra alti e bassi – continua Silvia – in particolare partecipano alle attività della parrocchia della Malpensata dove ci siamo trasferiti per stare accanto a mio fratello don Claudio Del Monte. Una decisione che ha fatto bene a tutti».

Insieme alla Madonna, Silvia ha un altro riferimento: Don Pino Puglisi, che sapeva valorizzare le potenzialità più nascoste dei suoi ragazzi. Nella prima lezione in classe, iniziò rompendo una scatola di cartone e commentando i titoli di due quotidiani di posizioni opposte: «È proprio questo il lavoro che voglio fare con voi: abituarvi a pensare con la vostra testa. Insomma, il mio mestiere è quello di rompere le scatole, senza averne paura».

Gli abiti della Madonna

È la Madonna stessa a raccontarsi negli abiti con cui gli uomini l’hanno vestita. Di seguito, vi proponiamo alcune rappresentazioni raccolte da don Davide Rota. Maria assume la nostra vita e ne fa abito per non lasciarci mai soli. Nemmeno nella solitudine.

Per i nativi americani, la montagna era luogo sacro e legato alla fertilità e all’abbondanza: era la madre terra, la Pacha mama. Giunti i colonizzatori con la religione cattolica, la montagna è diventata la Madonna: la Virgen del Cerro.

A Melga, in Bolivia, la Madonna è invece la pietra stessa, ovvero l’ossatura della terra che sostiene i muscoli che sono la terra. Quale abito più vicino alle nostre vite? La Madonna della Solitudine. Nella quotidianità del lavoro, infine, ecco la Vergine che fila la lana.

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