Papa Francesco visto da vicino

Papa Francesco
visto da vicino

«Fedeltà è cambiamento»: basta il titolo, con la voce del verbo essere al posto della congiunzione, per capire il senso di questo libro di mons. Dario Edoardo Viganò, nato in Brasile e cresciuto a Milano, già presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore dell’ottima «Rivista del Cinematografo», oggi Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, dunque uomo dei media del Papa.

È di venerdì la notizia che mons. Viganò è riuscito a convincere il grande regista tedesco Wim Wenders (cristiano, ma naturalmente molto a modo suo) a girare un documentario in cui Papa Bergoglio si racconterà direttamente allo spettatore, affrontando i temi a lui più cari come migrazioni, ecologia, giustizia sociale rispondendo a domande che gli arrivano dai fedeli di ogni periferia del mondo.

In questo saggio-racconto invece, in cui Viganò descrive «la svolta di Francesco, raccontata da vicino», in mezzo a una serie di osservazioni teologiche ed ecclesiologiche puntuali ed esperte, sono soprattutto i dettagli a rivelare in modo molto diretto il carattere, le attitudini, le scelte del Papa.

Come quando, nel novembre 2013, Bergoglio - con il suo piglio interventista e diretto - telefonò alla redazione del «Foglio» che stava pubblicando in sequenza articoli critici sul suo Pontificato. Il Papa si fa passare Mario Palmaro, una delle firme in calce a quegli articoli (sarebbe scomparso pochi mesi dopo), e sorridendo e perfino lodandolo lo mette alle corde: pur confuso e commosso per quella telefonata di un Pontefice, Palmaro dirà, con grande sincerità: «Ho sentito il dovere di ricordare al Papa che io, insieme ad Alessandro Gnocchi, avevo espresso delle critiche precise al suo operato», che evidentemente Francesco aveva letto con attenzione: «Mentre rinnovavo a lui la mia totale fedeltà, in quanto figlio della Chiesa. Il Papa quasi non mi ha lasciato finire la frase, dicendo che aveva compreso che quelle critiche erano state fatte con amore e come fosse importante, per lui, riceverle».

Altro flash, quando Francesco, ricevuta dai cardinali in dono per il suo compleanno una bottiglia di vino pregiatissimo la regala a una guardia svizzera «affinché la vendesse per far studiare il figlio». Chiarificanti anche le pagine sul rapporto tra Francesco e Benedetto, definito da Bergoglio addirittura «il mio papà». Tutti tasselli preziosi, oltre le transenne dei luoghi comuni.

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