«Erika è morta, vogliamo sapere perché» Il policlinico: chiesto riscontro diagnostico

«Erika è morta, vogliamo sapere perché»
Il policlinico: chiesto riscontro diagnostico

Il caso della 23enne torinese morta durante un intervento chirurgico a Ponte San Pietro.

Una donna piemontese di 23 anni, Erika Colombatto, di San Carlo Canavese, mamma di una bimba di soli dieci mesi, è morta mercoledì di settimana scorsa mentre veniva sottoposta a un intervento chirurgico, il quarto da quando, il 21 giugno, era stata ricoverata al policlinico di Ponte San Pietro per sottoporsi a un intervento di riduzione dello stomaco. La stessa struttura ospedaliera ha chiesto che venisse effettuato un riscontro diagnostico per approfondire le cause della morte.

Per il momento i familiari non hanno sporto denuncia né ai carabinieri né alla procura e non hanno ancora incaricato un legale. «Intendiamo però farlo, una volta ricevuti i riscontri dell’autopsia del medico che abbiamo incaricato – racconta il padre Sergio –. Anche perché vogliamo capire per quale motivo nostra figlia è morta». Sul caso è intervenuta con una nota anche la direzione sanitaria del policlinico: «Il policlinico San Pietro informa che ha richiesto un riscontro diagnostico per approfondirne le cause ed esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore e piena fiducia ai chirurghi e ai rianimatori dell’ospedale».

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Commenti (6) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
tibaut65
Luca Pedrali scrive: 04-08-2017 - 13:47h
Condoglianze ai familiari e una preghiera per la sua piccola bambina perchè cresca con il sorriso e la bontà della sua mamma .
Paolo Paoletti scrive: 04-08-2017 - 13:27h
Riuscire a commentare ritenendo di poter fare una valutazione sull'opportunità o meno di un intervento chirurgico grazie ad una foto ha della follia. Ogni notizia, per quanto terribile, diventa una palestra di insensatezza.
Gigi Brignoli scrive: 04-08-2017 - 11:16h
dalla foto non mi sembra talmente obesa da aver bisogno di un simile intervento. Se ha messo qualche chilo per la gravidanza mi sembra nella normalità. Molto probabilmente bastavano una dieta sana e un po' di movimento e a 23 anni si recupera in poco tempo. Scegliere di ridurre lo stomaco invece mi sembra una scelta assurda. Ho l'impressione che i ragazzi di oggi siano troppo abituati ad avere tutto subito senza dover fare il minimo sforzo. Il matrimonio e gli interventi chirurgici oggigiorno sono diventati una routine. So che ora i soliti buonisti avranno da ridire sul mio commento perché siamo davanti ad una tragedia, ma oltre alle condoglianze bisogna avere il coraggio di dire cose scomode se si vogliono evitare situazioni simili. Condoglianze
ALBERTO CAMALA scrive: 04-08-2017 - 11:43h
non è il discorso di dire o meno cose scomode, il fatto è che è assurdo lanciarsi in inutili supposizioni o astruse teorie partendo da una foto del viso!!!!!!!!!!!
Gigi Brignoli scrive: 05-08-2017 - 20:36h
@camala non sono supposizioni. parliamo di una ragazza di 23 anni e non si una 40enne, alla quale un altro ospedale aveva rifiutato il medesimo intervento come riportato dal L'eco stesso nell'edizione cartacea. Saluti
rinaldo80
Rinaldo Previtali scrive: 04-08-2017 - 10:30h
La ragazza era stata operata il 21giugno per Sleeve Gastrectomy e il 26 ahimè x Lei aveva subito un rientro ospedaliero per la famosa "fistola" x chi conosce la chirurgia bariatrica. In pratica una piccola apertura dello stomaco sul taglio che nessuno può prevedere o scongiurare. Ci si premura solo di non fare sforzi x i 15gg dopo l'intervento. Quando accade purtroppo, uno non sà a cosa và in contro e sopratutto non sà se il corpo sarà pronto a sopportare tutto il decorso ospedaliero, mesi di ricovero e qunt'altro. Il taglio dello stomaco viene suturato con migliaia di punti in titanio e una completa e veloce cicatrizzazione nessuno la promette. Prima dell'operazione, ( non ho esperienza di ponte ma a Rozzano) chi opta x questa soluzione viene informato nei minimi dettagli dei rischi. Un grande Abbraccio và alla sua anima, un abbraccio ancoro più alla piccolina che speriamo possa restare vicino ora ai parenti più stretti della mamma, nonni e zii materni.
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