Cresce l’allarme per i cinghiali, a Ponteranica vicini alle case

Cresce l’allarme per i cinghiali a Ponteranica. La presenza di questi animali è un problema per i cittadini della zona. Gli avvistamenti delle mandrie sono frequenti. Il terreno di Marialuisa Lazzari, residente in via IV Novembre, è stato recentemente razziato.

«Non ce la faccio più: i cinghiali mi entrano spesso in casa ed ho paura – denuncia Marialuisa Lazzari -. Li ho visti varie volte. Sono sempre dei gruppi numerosi. Una mattina, per esempio, ho aperto la finestra del bagno: c’erano quattro cinghiali nell’orto, altri sei sulla strada, con conseguente pericolo per chi la percorre. Recentemente mi hanno distrutto tutto il giardino e i fiori. Provengono dal bosco ed entrano nella mia proprietà salendo dalla Morla. Chiedo il risarcimento dei danni. È un problema che nell’ultimo periodo è diventato più frequente. Ho denunciato più volte questa situazione, ma invano».

«Chiediamo alla Regione che l’area del Parco dei Colli torni a essere non vocata alla presenza della specie – commenta Alberto Nevola, sindaco di Ponteranica –. Anche a fronte della recente e condivisibile decisione di Regione Lombardia di vietare la caccia collettiva (braccata) in tutto il territorio del Parco dei Colli, auspico che la competenza degli interventi di eradicazione della specie possa ritornare in capo al Parco stesso. Con modalità più sicure ed ambientalmente sostenibili, così come è stato fino a qualche anno fa, quando la popolazione dei cinghiali era sotto controllo».

Il 21 settembre il presidente del Parco dei Colli, Oscar Locatelli, ha inviato una lettera a Regione Lombardia: «I sempre crescenti danni provocati dalla proliferazione dei cinghiali nel nostro territorio hanno ormai generato un clima di esasperazione tra i proprietari, gli allevatori e i coltivatori dei fondi agricoli. Richiedo con forza che venga ripristinato il «modus operandi» che la normativa consentiva sino a fine febbraio 2019, data in cui è entrato in vigore il Decreto Dirigenziale regionale n. 2598 del 28.02.2019. Come più volte ribadito, l’azione sino ad allora svolta dal Parco dei Colli di Bergamo, attraverso i propri Operatori Faunistici Volontari (Ofv), aveva consentito di raggiungere ottimi risultati. Il 20 settembre ho incontrato personalmente una delegazione di una quarantina di proprietari ed agricoltori che hanno espresso con vivacità, rabbia e fortunatamente toni ancora civili la loro impotenza, chiedendomi, appunto, di tornare alle pratiche precedenti. Essi mi hanno preannunciato una petizione con la quale formuleranno la loro richiesta».

«Questa situazione - continua - è fortemente dannosa per le proprietà, i raccolti e l’equilibrio floro-faunistico-paesaggistico dell’ente Parco stesso. Chiedo si affronti e si risolva al più presto il problema, al fine di scongiurare episodi, ancorché isolati, di “presunta autotutela” al di fuori della normativa vigente, che possano produrre pericoli per la sicurezza collettiva».

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