Cinghialai donano 150 chili di carne alle mense

IL GESTO. Operazione solidarietà alle mense dei Cappuccini e Mamre di Treviglio. Contributo di Federcaccia.

Una donazione speciale durante le feste. Il grande cuore del mondo della caccia ancora una volta è prevalso sulle tante difficoltà che gli appassionati incontrano sulla loro strada: i cinghialai delle squadre orobiche aderenti al Comprensorio Alpino di caccia Prealpi Bergamasche, hanno donato 150 kg di carne di cinghiale ad alcune realtà bisognose del territorio.

Il progetto «Cinghiale solidale» è stato voluto da Fortunato Busana, membro Lions e Presidente del Cpa e ha visto come grandi protagonisti i cacciatori aderenti alle squadre dei cinghialai e soprattutto Federcaccia Bergamo, che ha messo un contributo per far partire l’iniziativa e ha gestito le operazioni grazie al presidente Michele Bornaghi e ai dirigenti Maurizio Volpi e Giovanni Morlotti.

Progetto «Recupero alimentare»

La donazione fa parte del progetto del Lions Bergamo Host riguardante il «Recupero alimentare»: la carne di cinghiale è stata girata alle mense dei frati Cappuccini di Bergamo e e a quella della Quercia di Mamre di Treviglio. La carne di cinghiale è riuscita a contribuire per un buon Natale e serene festività alle persone assistite dalle mense citate. L’iniziativa ha avuto il benestare e il sostegno dell’assessore regionale all’Agricoltura Caccia e Pesca Alessandro Beduschi. I cacciatori dimostrano nei fatti la loro vocazione di bioregolatori della fauna selvatica in questo caso in veste etica e solidale.

«Sono doppiamente orgoglioso sia come Lions che come dirigente venatorio di questa iniziativa solidale – spiega Fortunato Busana –. Insieme al Past President Pierantonio Bombardieri l’ho proposta a un incontro a Milano all’assessore Beduschi che ne è rimasto entusiasta. Essa rientra nel novero del Progetto del “Recupero Alimentare” portato avanti dal Lions Club Bergamo Host. I primi ad aderire al “Cinghiale solidale” sono stati i cinghialai bergamaschi, ma è di questi giorni la notizia che aderiranno altri cinghialai di Anuu a Brescia e di Italcaccia a Varese. Abbiamo iniziato così un circolo virtuoso che ci consente di fare solidarietà e porre all’opinione pubblica un’immagine più consona della figura del cacciatore in questo caso etica e solidale».

I grandi protagonisti sono stati così i cacciatori, coordinati da Federcaccia, che in poche settimane, dall’inizio del dicembre a prima del Natale sono stati operativi per regalare ai meno fortunati un Natale diverso. Le carcasse donate, una volta abbattute, sono state eviscerate e consegnate lo stesso giorno o il giorno successivo presso uno dei CLS, precisamente Putti (il quale non ha richiesto alcun compenso per la lavorazione) a Ponteranica o Serpellini a Sovere. Operative sono state le squadre di cinghialai Monte Bronzone, Le Formiche, Brembana-Imagna, Amici Valle Seriana, Boschi, Solengo, La Scartina, Fil di Fer e Mirabile.

«Coinvolti per far partire il progetto comprendendo la bontà dell’iniziativa – ha spiegato Michele Bornaghi – ci siamo da subito adoperati coinvolgendo i caposquadra bergamaschi e con l’ausilio di Maurizio Volpi e Giovanni Morlotti è stata subito elaborata la procedura sanitaria, affinché il primo conferimento di carne potesse già verificarsi e attuarsi prima di Natale. Per agevolare l’inizio del progetto abbiamo versato un contributo economico come Federcaccia, al fine di consentire la macellazione della carne secondo la procedura sanitaria. Il maggiore ringraziamento va ai cinghialai bergamaschi, che già sono soliti aderire a diverse attività benefiche nei loro territori e anche in questa occasione non sono mancati all’appello. Auspichiamo di poter proseguire al progetto anche con i cacciatori di selezione».

Sono stati recuperati e distribuiti prodotti per oltre 2.210.000 euro. Sono state servite 875.350 persone, attraverso 70 associazioni sul territorio con l’aiuto di 55 volontari e con l’inclusione sociale di circa 28 persone solo nel 2022.

Un’idea partita nel 2019

Questo progetto, curato dal coordinatore Pierantonio Bombardieri, si basa sulla ridistribuzione delle eccedenze alimentari, quali prodotti freschi ancora commestibili al fine di sostenere le famiglie in difficoltà. Il progetto è iniziato nel 2019: nel corso del primo intervento sono stati investiti 40mila euro e nel 2° e 3° 80mila euro e un contributo Lions da 80mila euro per un totale di 200mila euro. Sono stati recuperati e distribuiti prodotti per oltre 2.210.000 euro. Sono state servite 875.350 persone, attraverso 70 associazioni sul territorio con l’aiuto di 55 volontari e con l’inclusione sociale di circa 28 persone solo nel 2022.

«Una volta ricevuta la news sia da Busana che da Federcaccia Bergamo – ha spiegato Maurizio Volpi – il progetto è stato subito recepito e approvato nel corso di una riunione in cui i caposquadra sono stati entusiasti di contribuire con parte di selvaggina. Rimaneva poco tempo per poter realizzare il progetto perché a fine dicembre si chiude: l’iniziativa è stata comunque sostenuta da tutte le squadre. Ci auguriamo sia rifatta in futuro e possa essere allargata anche ai selettori, operativi di fatto tutto l’anno. Non escludo possa essere aperta anche agli altri ungulati visti i grandi numeri presenti sul nostro territorio».

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