Aggressione in casa, la madre: «Una furia, con la scala colpiva il fratello»

ISOLA. Il drammatico racconto della madre dell’uomo arrestato: ha assistito all’aggressione nella cucina di casa. Il sessantenne, disabile, intubato in ospedale. «Calci e pugni anche a terra. Al 112 ho detto: correte perché è morto».

«Era una furia: anche quando suo fratello disabile era ormai esanime sul pavimento, continuava con calci e pugni in pancia e al volto, che era tutto sanguinante. Poi gli ha scaraventato addosso la scala in alluminio e si è accanito su di lui anche con il mocio per pulire i pavimenti. Quando ho chiamato il 112 ho detto: venite subito perché per me è morto».

A raccontare è una donna che ha più di ottant’anni e che da sabato sera sta facendo i conti con uno dei drammi peggiori per una madre: vedere due dei suoi figli litigare con inaudita violenza e uno, di 55 anni, finire in carcere, portato via dai carabinieri con l’accusa di lesioni personali aggravate, mentre l’altro, 59 anni, caricato privo di conoscenza sull’ambulanza e portato in ospedale al «Papa Giovanni XXIII» di Bergamo, dove si trova sedato e intubato.

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Teatro dell’aggressione, sabato sera attorno alle 19,30, la casa dove la madre vive con il figlio maggiore, un appartamento al primo piano di una palazzina di edilizia popolare in un grosso centro dell’Isola: la famiglia, che abita in questo complesso da oltre quarant’anni, è seguita dai Servizi sociali del Comune. Il figlio che ha aggredito il fratello maggiore è un volto noto alle forze dell’ordine: anni fa, a Monza, aveva incendiato l’appartamento dove viveva l’allora suocera – che si era fortunatamente salvata – ed era stato arrestato. Trascorso un periodo in carcere e un altro agli arresti domiciliari, attualmente era libero e si era trasferito proprio a casa della madre e del fratello maggiore. «Purtroppo ha sempre avuto problemi di alcolismo – ammette sconsolata la madre –: anche sabato pomeriggio era andato in un bar qui vicino e si era ubriacato. Era tornato a casa un po’ alterato e qui c’era l’altro mio figlio, che vive con me».

«È tornato a casa ubriaco»

Già altre volte i due fratelli avevano litigato, ma mai si era arrivati a un epilogo del genere. «Quando è rientrato ho avuto una piccola discussione con lui perché uno di questi tre cani, la femmina, è suo e glielo sto mantenendo io – prosegue la donna –: tutte le sere la cagnetta si piazza davanti alla porta e lo aspetta. Ma non se lo merita: non si merita niente per come si comporta. Sabato è rientrato e poi è uscito ancora, è tornato al bar a bere ed è rientrato alterato ancora di più. “Cos’hai da guardarmi?”, ha detto a suo fratello: “Non ti preoccupare che non ti picchio”. Invece ha cominciato: giù botte, in pancia, sulla faccia. Aveva la pancia e la testa insanguinati ma lui continuava: con i calci gli ha rotto cinque costole e causato un’emorragia cerebrale e addominale. Io non ho ancora avuto la forza di andare a trovarlo in ospedale: ci va mio nipote».

«Ho strappato la sua foto»

Dell’altro figlio la donna dice di non volerne sapere più nulla: «Ho strappato una sua foto dalla rabbia e sinceramente spero resti in carcere, visto quello che ha fatto». Il cinquantacinquenne è stato arrestato ancora in casa: dopo l’aggressione al fratello, si è seduto ad aspettare che arrivassero i carabinieri chiamati dalla madre. All’appartamento sono giunti i militari della stazione del paese e i loro colleghi della compagnia di Zogno, competente per territorio. La scala in metallo usata durante l’aggressione è stata posta sotto sequestro dai carabinieri, così come la scopa «mocio» con la quale il cinquantacinquenne ha colpito il fratello al volto. «Siamo davvero amareggiati per questo grave episodio – sottolinea il sindaco del paese – e ci auguriamo che la persona ferita possa riprendersi».

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