Alle superiori uno studente su 5
vittima di episodi di bullismo

Nella giornata dedicata a contrastare il fenomeno in Provincia sono stati ricevuti i ragazzi del Belotti. I dati in una ricerca del 2019. E il lockdown ha peggiorato lo scenario .

Un’impronta stampata su una mattonella e un Nodo Blu per dire «no» al bullismo a scuola. Così la «Rete provinciale di contrasto al bullismo e al cyberbullismo» ha voluto porre l’attenzione su un fenomeno in rapida crescita, soprattutto tra i ragazzi delle scuole dell’obbligo, che l’anno del Covid ha contribuito ad aggravare. Ieri nella sede della Provincia la mattonella, simbolo dell’impegno di scuole, istituzioni e associazioni del territorio è stata consegnata al presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, nell’ambito di una cerimonia in occasione della giornata nazionale contro il bullismo a scuola, cui ha preso parte anche una rappresentanza di ragazzi dell’Istituto Belotti, scuola capofila della rete territoriale per il contrasto del bullismo. I dati sono allarmanti: una ricerca del 2019 (che ha raccolto i dati in forma anonima) rivela come nella Bergamasca oltre il 20% degli studenti delle superiori – uno su cinque – siano stati, almeno una volta, vittime di episodi di bullismo. Poi è arrivata la pandemia e con essa l’isolamento, l’utilizzo maggiore e spesso incontrollato dei social, e numeri sono schizzati: secondo il rapporto dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes, il 61% dei giovani interpellati in Italia ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo, e il 68% ha rivelato di esserne stato testimone.

«Il nostro impegno deve essere ancora più forte proprio in un momento in cui le libertà personali subiscono delle limitazioni e può essere più facile sentirsi soli», hanno detto il presidente Gafforelli e Romina Russo, consigliera della Provincia, con delega alla Cultura e alle Pari opportunità. «Solo facendo rete – hanno aggiunto – possiamo realizzare qualcosa di efficace. Bisogna però continuare a tesserla, questa rete, perché i ragazzi possano trovare nella scuola il luogo in cui sviluppare la loro personalità nel rispetto reciproco». In Bergamasca si stanno moltiplicando le iniziative, indirizzate sia ai genitori che ai ragazzi. «Il bullismo deve essere fermato grazie alla collaborazione tra istituzioni, scuole e studenti – ha detto Giovanni Vezzoli, docente dell’Istituto Belotti –. I ragazzi devono essere informati e devono parlare, ma anche i genitori devono essere collaborativi». Consapevolezza, comunicazione, coraggio: sono i concetti che, nei loro interventi, hanno ribadito anche Lorenzo Rota e Lisa Nembrini, due studenti del Belotti, che insieme a centinaia di compagni hanno preso parte alle iniziative. «L’incertezza – ha detto Floriana Ferrari, presidente del Forum provinciale delle associazioni dei genitori della scuola – porta con sé il bisogno di passi condivisi. Abbiamo voluto che il Nodo Blu di quest’anno fosse fatto dalle impronte dei ragazzi, simbolo della nostra lotta contro un fenomeno che provoca sofferenza e smarrimento».

Archiviata la giornata contro il bullismo, le iniziative proseguono: oggi in occasione del Safer Internet Day 2021 saranno oltre 5 mila i partecipanti di un evento in streaming organizzato dalla Polizia postale in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale: «Siamo vicini alle famiglie, che vanno sensibilizzate e sostenute perché possano aiutare i loro figli a un utilizzo più consapevole della tecnologia – ha detto Ilenia Fontana, referente dell’Ufficio scolastico provinciale per bullismo e cyberbullismo –. Siamo sicuri che con questa sinergia saremo più vicini ai ragazzi per aiutarli a capire i rischi connessi all’utilizzo degli strumenti di comunicazione ed evitare tragedie come quella recente della bambina di 10 anni morta per una “sfida” su TikTok (e per cui ieri mattina è stato osservato in aula un minuto di silenzio, ndr)».

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