Anche i bergamaschi all’addio del principe
Vittorio Emanuele

CASA SAVOIA. Al funerale Saffioti e Ferla, sindaco di Calvenzano. Frambrosi in uniforme alla camera ardente.

In prima fila nel Duomo di Torino, per il funerale del principe Vittorio Emanuele di Savoia, c’era sabato 10 febbraio anche il sindaco di Calvenzano, Fabio Ferla, che è stato invitato alla cerimonia in virtù del suo legame personale con la famiglia reale. «A Roma nel 2016 ho ricevuto dal principe Vittorio Emanuele, per mano di Emanuele Filiberto, la pergamena con la nomina a cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, di cui oggi sono ufficiale - ha spiegato Ferla –. Da sindaco della Repubblica e da laureato in storia, tengo a sottolineare che l’unità d’Italia, della quale abbiamo celebrato il 150esimo anniversario nel 2011, è diventata realtà grazie allo spirito risorgimentale di casa Savoia. Per questo ho voluto rendere omaggio, indossando la fascia tricolore, al principe Vittorio Emanuele di Savoia, porgendo le mie condoglianze a Emanuele Filiberto». Presente al funerale anche il bergamasco Carlo Saffioti, ex consigliere di Regione Lombardia: «Ho partecipato per rispetto di una dinastia protagonista del risorgimento e dell’unità d’Italia».

Roberto Frambrosi, presidente dell’associazione nazionale dei Carabinieri di Bergamo, ha invece presenziato alla camera ardente di venerdì presso la Reggia di Venaria: «Vi ho preso parte come rappresentante del Nucleo uniformi storiche della Lombardia – spiega Frambrosi –. Con la divisa Gur (Grande uniforme ridotta) del periodo umbertino abbiamo svolto servizio di rappresentanza alla camera ardente, effettuando il picchetto d’onore accanto al feretro».

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