Bergamo accessibile? Passeggiate urbane per testare le barriere architettoniche - Foto

A BERGAMO. Giovedì 28 marzo l’ultima delle tre «passeggiate urbane» che ha coinvolto parte del team di professionisti incaricato da Palafrizzoni di redigere il piano e una ventina di persone con difficoltà motorie, sensoriali e cognitive per «testare» sul campo l’accessibilità del centro.

La competenza dei tecnici e l’«esperienza» diretta di chi tutti i giorni deve affrontare gli ostacoli. Il Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) del Comune di Bergamo nasce da questo mix. Giovedì 28 marzo l’ultima delle tre «passeggiate urbane» che ha coinvolto parte del team di professionisti incaricato da Palafrizzoni di redigere il piano e una ventina di persone con difficoltà motorie, sensoriali e cognitive per «testare» sul campo l’accessibilità del centro. In oltre due ore di tour - da Largo 5 Vie alla sede del Comune - non sono mancate le criticità rilevate dai rappresentanti delle associazioni (come Adb, Phb e Centro diurno disabili Bonsai).

Presente anche Ilaria Galbusera, capitana della Nazionale femminile volley sordi. Dalla pendenza troppo accentuata dei nuovi marciapiedi di via Zambonate e Tiraboschi al porfido del nuovo Sentierone, che fa sobbalzare le carrozzine, fino agli «ostacoli» che complicano il passaggio: come i tavolini di alcuni dehors o i monopattini lasciati ovunque. «Entro il 21 maggio – spiega l’architetto Nicola Eynard, coordinatore del gruppo di professionisti – dovremo consegnare all’amministrazione il Peba, che mappa i luoghi, indica soluzioni e relativi costi, e una scaletta di priorità». Il Peba, per ora, riguarderà solo il centro e i quartieri di Monterosso e Villaggio degli Sposi.

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