Nelle colombe dei detenuti il lievito del riscatto

IN VENDITA. Prodotte dal «Forno al fresco» di via Gleno, dove i carcerati lavorano per costruirsi una seconda possibilità.

Nell’impasto, oltre alla qualità degli ingredienti, c’è il lievito del riscatto. In vista della Pasqua il forno del carcere di Bergamo – gestito dalla cooperativa sociale «Calimero» – sforna colombe in tre diverse varietà, grazie al lavoro quotidiano di otto detenuti. Un’occasione preziosa per apprendere un mestiere e costruirsi una seconda opportunità. Da alcuni mesi i prodotti di via Gleno hanno assunto il nuovo marchio «Forno al fresco»: «La parola Pasqua deriva dalla parola ebraica pesach, che significa “passare oltre” – spiega Mauro Magistrati, presidente di “Calimero” –, un significato calzante con lo spirito del progetto, che nel claim del marchio esplicita “sforniamo una seconda possibilità”. Non sono solo prodotti da forno, ma strumenti per ridare significato ai percorsi di vita delle persone e mezzi per raccontare le loro storie, renderle visibili e favorire i percorsi di reinserimento».

L’impegno etico è ad ampio raggio: tra le materie impiegate ci sono le farine di «Libera Terra», ricavate da grano coltivato sui terreni confiscati alle mafie nel Sud. È stata allargata la rete di vendita: le colombe possono essere acquistate presso Libreria Terzo Mondo (Seriate), Dolci Sogni Liberi (Nembro), Cooperativa Aretè (Torre Boldone), Cooperativa Amandla (sedi di Bergamo, Calusco, Gazzaniga, Seriate), Cooperativa Altromercato (Clusone e Casazza), Mascobado (Presezzo), Bondequo (Villa d’Almè) e Bo.po. (Ponteranica).

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