Pochi soldi e troppi oneri: fuga dal posto pubblico, Comuni a corto di addetti

ENTI LOCALI E STATALI. Il trend colpisce di più i Municipi e i loro Uffici tecnici. Lombardia: meno 13,3% di dipendenti rispetto alla media nazionale. L’approfondimento su L’Eco di Bergamo in edicola lunedì 6 maggio.

Un tempo, difficilmente si rinunciava a un lavoro così. Il celebre posto fisso. Sicuro, di un certo prestigio, con le dovute garanzie. Il segno dei tempi si legge anche nella «fuga» dalla pubblica amministrazione, dai Comuni e in particolare dagli Uffici tecnici: pochi giovani ambiscono a quella posizione, ben più attratti da occupazioni nel privato meglio pagate, e intanto il pensionamento dei «veterani» rende il turnover un rebus quasi irrisolvibile.

Succede anche a Bergamo: «È un momento molto difficile per gli enti locali – riconosce Tiziana Serlenga, segretaria provinciale dell’Unscp, l’Unione nazionale segretari comunali e provinciali –. Da un lato ci sono molti pensionamenti di dipendenti storici negli enti locali, dall’altro lato si fa fatica a trovare personale che abbia interesse a lavorare in questo settore, e la ricerca è ancora più difficile per il personale qualificato. Vale per più profili, sia tecnici sia finanziari, penso a quei ragionieri che rappresentavano figure storiche in tanti Comuni. Molti enti vivono situazioni di disagio, c’è scarsissimo interesse da parte dei giovani a partecipare a concorsi».

I concorsi

I concorsi non mancano, sono banditi a ciclo continuo. La fotografia scattata nei giorni scorsi tramite il sito www.inpa.gov.it, il portale del reclutamento del dipartimento della Pubblica amministrazione in cui gli enti caricano le proprie posizioni aperte, restituiva 299 concorsi aperti in Lombardia, con 27 posti messi a bando dai Comuni bergamaschi: istruttori amministrativi, tecnici, funzionari contabili e agenti di polizia locale sembrano i «most wanted», i più ricercati.

Gli Uffici tecnici

Il polso quotidiano di chi vive gli uffici pubblici restituisce particolare preoccupazione per gli Uffici tecnici, specie in un periodo ad alta intensità di lavoro: «È un periodo in cui c’è molto lavoro legato agli adempimenti del Piano nazionale di resistenza e resilienza, il Pnrr – rileva Serlenga –, e per questo servirebbe più personale. Si tratta di procedimenti spesso complessi, che richiedono elevate competenze: ma nonostante tutto i Comuni stanno riuscendo a portare avanti i progetti, nessuno rinuncia ai disagi, ma il disagio c’è. È una sofferenza che attraversa tutti gli enti, specie quelli medio-piccoli».

«I giovani ritengono gli enti locali poco attrattivi in particolare perché il trattamento economico non è rapportato al peso delle responsabilità che gravano su certe professionalità»

Ma perché la pubblica amministrazione non è attrattiva? «I giovani ritengono gli enti locali poco attrattivi in particolare perché il trattamento economico non è rapportato al peso delle responsabilità che gravano su certe professionalità – risponde Serlenga –. La speranza è che i prossimi contratti nazionali rendano più interessanti questi profili, ma bisogno passare attraverso un riconoscimento economico. Altrimenti si va nel privato, dove gli stipendi sono sicuramente più alti».

Una «centrale» lombarda

Le ricadute della carenza di personale sono ben concrete. Lucio De Luca, sindaco di Azzano San Paolo e vice presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) Lombardia, racconta un aneddoto paradigmatico a livello regionale: «Spesso ci arrivano grida d’aiuto da parte delle amministrazioni comunali, in certi casi con situazioni veramente complicate. Recentemente ci siamo occupati di un Comune in provincia di Como che vive un problema di dissesto idrogeologico per via di una frana: ha già avuto finanziamenti per intervenire, ma di fatto manca il responsabile dell’Ufficio tecnico che possa procedere con l’utilizzo dei fondi assegnati, e quindi si rimane fermi». D’altronde, parlano i numeri. Stando ai dati Anci basati sulla rilevazione della Ragioneria generale dello Stato, in Lombardia c’è una media di 5,33 dipendenti comunali ogni mille abitanti, mentre la media delle regioni italiane è a quota 6,15: più in concreto, la Lombardia presenta un -13,3% di dipendenti comunali rispetto alla media.

Anci Lombardia sta realizzando una società partecipata che avrà tra i propri compiti quello di fare da centrale unica di committenza e da centrale per i concorsi pubblici

Che fare, dunque? «Anci Lombardia – spiega De Luca – sta realizzando una società partecipata che avrà tra i propri compiti quello di fare da centrale unica di committenza e da centrale per i concorsi pubblici, per facilitare il compito ai Comuni più in difficoltà. Tra le priorità ci sarà quella di trovare personale per gli Uffici tecnici, uno dei problemi principali».Sull’attrattività del pubblico, De Luca prova a spostare la prospettiva: «È vero che c’è quest’immaginario collettivo, che è retaggio del passato. La realtà è cambiata, ci sono sfide che richiedono professionalità importanti, penso all’informatica o alla ricerca di finanziamenti europei. Sono competenze che possono stimolare i giovani».

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