Roma, in vendita tutto il Colle Manzù per 4,5 milioni di euro

LA DIMORA - STUDIO. Si cede l’intera proprietà: dal parco alla villa voluta dall’artista bergamasco. La figlia Giulia: «È un fatto privato. Le ceneri le abbiamo noi in famiglia».

Una proprietà estesissima, splendida, con una posizione invidiabile, illustrata dalle memorie, dense e foltissime, di un grande artista bergamasco. È in vendita Colle Manzù ad Aprilia, al confine con Ardea: una tenuta «unica ed esclusiva» di 20 ettari, che era la «casa ed atelier-studio del famoso scultore e pittore Giacomo Manzù», come recita l’annuncio di Christie’s International Real Estate Rome Exclusive, agenzia incaricata della vendita.

Oltre alla villa principale e ai laboratori artistici, che erano «rifugio e specchio dell’incessante lavoro di Manzù», la proprietà comprende un parco che ospita «piante e alberi tropicali tipici della macchia mediterranea», 3 ettari di vigneto, 700 alberi di olivo, una piscina con spogliatoio e servizi, una dépendance, una guardianìa, una ex fonderia artistica e un pozzo.

La villa principale di 16 vani fu disegnata e realizzata dal maestro negli anni ’60 con forma rettangolare ed è disposta su unico livello con una superficie complessiva di 674 metri quadri. Internamente la villa è percorsa nel suo lato più lungo da un corridoio centrale, che serve sia l’ampia sala di rappresentanza che le quattro camere con servizi e cucina.

«L’immobile è dotato di ampi portici dai quali è possibile godere della vista del mare e di gran parte della tenuta, facilmente raggiungibile in 25 minuti dalla Capitale». Negli atelier-studio di 1200 metri quadri ci sono «soffitti altissimi, pareti bianche, un semplice rivestimento in cemento che fa da pavimento, ampi lucernari per ricevere la luminosità necessaria per evidenziare ogni dettaglio. All’interno troviamo ancora oggi dei gessi, strumenti di lavoro, strumenti musicali, un tutù usato dalla musa Inge, forcine, nastri, ebano proveniente dal Gabon». La dépendance, posta di fronte i laboratori, è costituita da due camere, cucina e bagno per circa 90 metri quadri, mentre un altro edificio ospita la «sorveglianza».

La figlia dello scultore, Giulia, non desidera parlare, comprensibilmente, in prima persona, della vendita: «È un fatto privato. Quello che sarà della Fondazione Giacomo Manzù», nata nel 2008 per volontà della vedova dell’artista e dei due figli, «non posso e non voglio dire. Non è il momento».

La vendita pone anche il problema, delicato, dell’eventuale traslazione delle ceneri del maestro e della moglie, scomparsa nel 2018, custodite, per volontà comune a entrambi, all’interno della proprietà. «Abbiamo sempre cercato di fare, alla lettera, come i nostri genitori volevano», spiega Giulia. «Le ceneri le abbiamo noi, in famiglia, io e mio fratello. Come risulta dal testamento, mio padre voleva rimanere a casa sua, nel suo posto, mia madre voleva riunirsi a lui, essere sepolta nella Fondazione insieme a lui». Quanto al Museo «Giacomo Manzù» di via Laurentina, ad Ardea: «Non è più nostro, è del Polo museale di Roma: non abbiamo più voce in capitolo, dopo che è stato donato allo Stato».

Racconta Marco Persichetti, funzionario responsabile vendite di Christie’s International Real Estate Rome Exclusive, che si occupa «personalmente» della transazione: «La proprietà è in vendita dal luglio scorso» (ma la notizia ha cominciato a circolare diffusamente solo in questi giorni). «C’è tanto interesse. Ci sono quattro o cinque persone seriamente interessate: tre sono stranieri, due svizzeri e un inglese». Il prezzo? «4,5 milioni di euro».

Le ceneri - dice lui - «sono ancora all’interno della proprietà, ma verosimilmente verranno spostate dagli eredi: non so che fine faranno. Nel recente rinnovamento degli interni sono stati preservati i materiali e le suppellettili originali e l’immobile è stato costantemente manutenuto per preservarne l’autenticità. Gli ambienti sono stati conservati com’erano all’epoca in maniera maniacale, con tutti i bozzetti poi oggetto di fusione nella annessa fonderia. È stato tenuto tutto. Ci sono memorie della moglie e altri oggetti che, con tutta probabilità, saranno portati via dalla proprietà». A Colle Manzù «c’è anche un’opera che non fa parte della vendita, in quanto già opzionata da una banca. È una scultura molto grande e incompiuta, intitolata “Le vele”».

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