La poesia di Daniela Gregis in un racconto sartoriale

LA SFILATA. «Bianchi i pensieri, rosa i cotoni, cieli felici». Daniela Gregis non perde la sua poesia, quel tocco leggero e irriverente, sempre capace di emozionare con fantasie che sono pennellate accese.

Un viaggio, un vortice, un baleno in una moda che vuole fare la differenza, essere pensiero prima che prodotto. «Volano sogni all’inizio del giorno» si legge in quelle frasi che la stilista di Città Alta annota, come in un cortometraggio di parole e colori. Spezzoni di un film che per questa collezione, presentata durante la Settimana della moda di Milano da poco conclusa, è pure gioia. «Gioia dentro ogni cosa» scrive lei, che per il prossimo autunno/inverno ci veste con l’arancio e il rosso, il nero e il blu, il giallo e il rosa. I materiali sono naturali, come sempre: lana, cashmere, taffetà di seta stropicciato, mentre i piumini sono senza cuciture, in un effetto nuvola.

In un turbinio, come se in quei vestiti, gonne lunghe e ampie, abiti dai tagli architettonici, ci siano luce e vento, ci sia sempre una storia da narrare, proprio come la stratificazione dei tessuti sono come la somma delle esperienze passate, in un gioco di ricordi e di vita. «Infiniti colori, intreccio e racconto» si legge ancora, in quella che è una lunga storia di sartorialità tra le stoffe e le forme. Per una moda da vivere, una poesia di colori, strato dopo strato. Una moda per pochi e sempre sognante.

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