Medico morto nell’auto carbonizzata: da un mese era in servizio a Pontirolo. «Lavorava anche molto più del dovuto»

LA TRAGEDIA. Il 60enne deceduto a Brusaporto, era sposato e aveva una figlia. Padovano da poche settimane era domiciliato a Fara.

«In queste settimane, quando uscivo dal comune alle 21 vedevo che nel suo studio la luce era ancora accesa. E anche questa mattina (ieri per chi legge, ndr), che avrebbe dovuto avere l’orario di ambulatorio dalle 10 alle 12, alle 8 era già presente». Gigliola Breviario, sindaco di Pontirolo Nuovo, è rimasta choccata per la notizia della tragica morte del dottor Francesco Randon: da poco più di un mese – si era insediato lunedì 29 maggio – era uno dei medici di base del paese. Anzi, il suo arrivo aveva risolto l’annoso problema dei pazienti senza medico dopo il pensionamento dei precedenti dottori.

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Randon aveva affiancato i nuovi medici già in servizio, Rassoul Ansarin e Marco Colombo, e i cittadini (alcuni anche di Canonica d’Adda) rimasti senza medico gli erano stati in automatico aggiunti come pazienti. Padovano, dove risultava ancora avere la residenza, lascia moglie e una figlia. Per qualche tempo aveva lavorato come medico di base a Berzo San Fermo e Borgo di Terzo, poi aveva partecipato a un concorso e da fine maggio era operativo a Pontirolo. «Era sempre molto disponibile con tutti e non guardava mai l’orario – aggiunge Breviario –: per quel poco che ho potuto conoscerlo, mi è sembrato davvero affabile. Proprio questa mattina mi aveva risposto a una mail per l’aggiunta di alcuni pazienti di Fara d’Adda». E proprio a Fara era domiciliato da poche settimane.

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