Muore travolto da un’auto mentre torna dal lavoro, lascia un figlio di 10 anni

IL DRAMMA. La vittima dell’incidente di lunedì 5 febbraio a Sovere è un operaio indiano di 35 anni. Abitava a Pianico e stava tornando a casa a piedi dopo il turno in un’azienda di Endine. Investito alle spalle in una stradina buia a senso unico parallela alla 42.

Stava tornando a casa a piedi dopo aver finito il turno di lavoro alla «Sofmi» di Endine Gaiano (un’azienda che si occupa di verniciatura e sabbiatura per componenti industriali e carpenteria), quando è stato travolto da un’auto, una Peugeot, che sopraggiungeva alle sue spalle. Alla guida una 27enne della zona, che si è fermata immediatamente dopo l’urto.

Gurvinder Rai, 35 anni di origini indiane, una moglie e un figlio di dieci anni nel vicino Pianico, non possedeva l’automobile e di solito tornava dal lavoro a piedi o in bicicletta, o ancora chiedendo il passaggio a qualcuno dei suoi conoscenti o parenti. La mattina, invece, era il titolare della piccola azienda (due dipendenti) che lo passava a prendere.

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L’incidente

Anche ieri sera, 5 febbraio, aveva cercato qualcuno per un passaggio. Aveva inviato un messaggio al cugino sapendo che anche lui passava di lì, ma quest’ultimo gli aveva risposto che non era ancora partito, per cui, come spesso faceva, si era incamminato a piedi. Poco dopo le 18, mentre procedeva in un tratto a senso unico particolarmente buio, una strada parallela alla statale 42 che serve per immettersi nella zona industriale di Sovere, è stato travolto dalla Peugeot che procedeva nella sua stessa direzione. Gurvinder Rai camminava, secondo una prima ricostruzione, sul lato sinistro della strada lungo il guardrail. L’impatto infatti è stato con la parte anteriore sinistra dell’auto e l’uomo è stato sbalzato oltre il guardrail divisorio con la statale, finendo sul selciato, lungo la corsia in direzione Sovere. Il suo zaino, nell’urto, è stato scaraventato contro un furgone che procedeva lungo la 42, che però non ha urtato il corpo del povero Gurvinder, per il quale non c’è stato nulla da fare.

I soccorsi

Sul posto gli uomini della Croce blu di Lovere, che hanno trovato il 35enne già privo di vita, gli agenti della polizia stradale di Bergamo, che stanno cercando di ricostruire la dinamica e in particolare di capire come mai l’uomo camminasse al buio sul lato sinistro della strada, stretta e a senso unico. Sul posto anche i carabinieri di Casazza e la polizia locale di Sovere, che hanno chiuso al traffico la statale in direzione Sovere fino alle 22.

La conducente della Peugeot, quando ha realizzato la gravità di quello che era successo, ha accusato un malore ed è stata portata al Pronto soccorso di Lovere. Nel frattempo sul posto è arrivato il cugino di Gurvinder, che lo avrebbe forse raccolto lungo il tragitto per dargli l’ultimo strappo verso casa e che ignaro di tutto era rimasto bloccato nel traffico dovuto ai rilievi dell’incidente. Poi anche il fratello della vittima e il fratello del titolare della «Sofmi», per la quale Gurvinder lavorava da una dozzina d’anni.

Un uomo tranquillo, fidato, tanto che il titolare non aveva esitato a riassumerlo un paio di anni fa, quando l’immigrato indiano tornò dal Canada, dove era andato per una parentesi lavorativa finita abbastanza in fretta. A fine agosto, sempre in Val Cavallina, a San Felice di Endine, un altro pedone era morto, quella volta falciato da un furgone. Si chiamava Andrea Dellanoce e aveva solo 17 anni.

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