Saviano a Bergamo: "Riscopriamo la forza delle parole"

La forza delle parole, la necessità di dare alla mente il tempo di assimilarle, prendendo un po' di respiro dalla velocità, tipica dei social network, che puntano a colpire ed emozionare, non a far ragionare. E' la lettura il punto da cui parte la riflessione di Roberto Saviano, ospite d'onore della Fiera dei Librai e del Premio Narrativa Bergamo, che ha riempito il Donizetti. Una dichiarazione d'amore nei confronti della scrittura e della verità e di chi, a causa delle parole, ha incontrato la morte (il pensiero va alla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa per aver raccontato la violazione dei diritti umani messa in atto dalla Russia di Putin), o la prigionia (Liu Xiaobo, premio Nobel per la Pace costretto in Cina a costruire prese elettriche ai lavori forzati). O a chi, oltre alle minacce di morte, è stato - ed è - oggetto della macchina del fango. Ne è prova lo stesso autore, che vive sotto scorta, e contro il quale per esempio "Il Giornale" mise in atto una raccolta di firme perchè - titolava il quotidiano - "Saviano dà del mafioso al Nord". La serata si è conclusa con un richiamo all'attenzione che la politica italiana deve prestare alla criminalità organizzata, argomento che ormai sembra superato. "Oggi si pensa l'unica minaccia sia l'Isis", ha dichiarato Saviano, "ma non dimentichiamo che molti dei responsabili degli attacchi che hanno insanguinato le città europee erano giovani che arrivavano dalle periferie, alla ricerca di un'occasione per affermare loro stessi, paradossalmente anche a costo di perdere la vita. E Scampia non è troppo diversa da quelle periferie".

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