Atalanta, 4 campetti per studiare il Genoa di Ballardini. E’ cambiato, fa punti, e gioca... tutti indietro e contropiede

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Il Genoa di Ballardini rappresenta lo step di difficoltà progressivo per poter accedere alle prime quattro posizioni di A. All’Atalanta (inutile nascondercelo), serve la quarta vittoria consecutiva in campionato per recuperare i punti persi nella prima parte della stagione. Gli impegni di Champions hanno sicuramente levato qualcosa alla squadra di Gasperini, ma al contempo hanno abituato il gruppo a sfide impegnative ogni tre giorni. In questa gara sicuramente non facile, l’Atalanta di Gasperini dovrà dimostrare di essere ulteriormente cresciuta di livello, assicurandosi i tre punti contro il “nuovo” Genoa, risanato dalla cura di Ballardini. Da quando sulla panchina del Genoa è tornato ad allenare il tecnico cesenate, il grifone ha realizzato 7 punti in quattro gare; frutto di 2 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta. Sono state 6 le reti segnate (xG 4.05) e 4 le reti subite (xGC 5.18). Analizziamo di seguito queste quattro partite, cercando di capire qualcosa di più, sul modo di stare in campo del grifone.

L’esordio contro lo Spezia

 

Ballardini ha esordito (per la quarta volta) sulla panchina del Genoa il 23 dicembre scorso, nel derby ligure contro lo Spezia. Il tecnico cesenate ha schierato i rossoblù con il 3-5-2, fatto di linee strette e compatte. La squadra di Ballardini è stata brava ad arginare il gioco sugli esterni dello Spezia di Italiano, avvicinando le due mezzali (Behrami e Lerager) ai due esterni di centrocampo (Czyborra e Ghiglione). Dopo un buon avvio dei bianconeri, che hanno trovato il vantaggio al 9° minuto (N’zola xG 0.14), il Genoa ha cominciato ad aumentare la pressione sulla fase di possesso avversario, mentre Pandev ha ispirato il gioco del grifone con rapide verticalizzazioni. Una volta pareggiato l’incontro con Destro al minuto 14 (xG 0.08) su assist di Pandev, i rossoblù hanno abbassato il baricentro ed impedito allo Spezia di velocizzare la manovra. Il vantaggio è poi arrivato su calcio di rigore (xG 0.76), realizzato da Criscito al minuto 72. Per i rossoblù 7 tiri (5 in porta), per 1.25 xG e PPDA pari a 16.23. Baricentro molto basso: 47.8 metri.

L’esordio in casa con la Lazio

 

Il battesimo tra le mure amiche di Marassi, il Genoa di Ballardini lo ha giocato il 3 gennaio scorso, contro la Lazio di Filippo Inzaghi. I rossoblù si sono schierati con il 3-5-2. Rispetto alla partita giocata contro lo Spezia, il tecnico cesenate ha apportato 4 modiche all’undici di partenza. Zapata ha preso il posto di Radovanovic al centro della difesa, Rovella è stato schierato come mezzala di destra al posto di Behrami. Zappacosta è stato schierato come esterno di destra a tuttocampo al posto di Ghiglione, Pjiaca ha agito alle spalle di destro al posto di Pandev. Nei primi 45 minuti di gioco, una buona Lazio aveva schiacciato le linee rossoblù, che hanno commesso più di un errore in fase di non possesso. La squadra di Inzaghi è stata in costante anticipo sul Genoa, ed ha dominato il centrocampo del grifone. Per la squadra di Inzaghi, 65% di possesso palla, 89% di precisione nei passaggi, 8 tiri (5 in porta) e solite verticalizzazioni (35 di cui 22 completate). I rossoblù hanno cambiato marcia solo nella ripresa quando Ballardini ha inserito Zajc e Shomurodov al posto di Rovella e Pjiaca. Nella ripresa, la fase difensiva rossoblu è diventata più accorta, mentre i biancocelesti si sono esposti in più di un’occasione ai contropiede imbastiti da Shomurodov e finalizzati da Destro. In occasione dell’azione del pareggio, la Lazio si è fatta sorprendere da una respinta della difesa del grifone, con 6 uomini tagliati fuori e rimasti dietro la linea della palla. 10 tiri (3 in porta) e xG 1.35. 13.36 il PPDA del Genoa che ha tenuto un baricentro molto basso: 46.69 metri.

Il Sassuolo imbrigliato

 

Nel turno infrasettimanale del 6 gennaio, il Genoa di Ballardini ha giocato contro il Sassuolo di De Zerbi. I rossoblù si sono schierati con un 5-3-2, dove gli esterni Czyborra e Zappacosta hanno praticamente giocato in linea con i tre di difesa (Criscito, Radovanovic, Masiello) per schermare le incursioni di Boga e Berardi. Il centrocampo del grifone è rimasto basso (anche questa è una costante del Genoa di Ballardini), ed ha cercato di sporcare le linee di passaggio sulla trequarti di difesa, portando continui raddoppi ai possessori di palla neroverdi e non concedendo facili conclusioni. I dribbling di Boga e Berardi sono stati sempre orizzontali, senza guadagno di campo, così come le sovrapposizioni degli esterni dei nero verdi non sono risultate efficaci. Con questa disposizione, la squadra di De Zerbi è stata bloccata sulla trequarti. Nonostante il 67% di possesso palla e gli 11 tiri effettuati, le occasioni più grosse del primo tempo sono state dei rossoblù, che hanno colpito palo con Scamacca al minuto 16 (xG 0.61) e hanno sfiorato il vantaggio con un tiro di Shomurodov (xG 0.07) al minuto 33. Nella prima frazione di gioco, il Genoa ha sistematicamente scavalcato il centrocampo in fase di possesso (26 lanci lungi di cui 12 completati), allungando costantemente la palla sui due attaccanti. Il gol vittoria del Sassuolo è arrivato grazie ad una disattenzione della retroguardia di Ballardini, che a sette minuti dalla fine ha lasciato indisturbato Raspadori al centro dell’area di rigore. Per il Genoa “solite” statistiche. Baricentro estremamente basso (45,2 metri), scarso possesso palla (36.2%), 7 tiri (2 in porta) e xG 1.05. Molto alto l’indice PPDA: 17.50 (scarsa pressione offensiva).

Contro il Bologna

 

Lo sorso sabato, il grifone di Ballardini ha affrontato il Bologna di Mihajlovic. Il terreno di Marassi (molto brutto per stessa ammissione dei due tecnici) ha favorito la squadra che ha utilizzato il lancio lungo (Genoa) invece della costruzione insistita (Bologna). Il Genoa si è schierato con il 3-5-2, con Shomurodov e Destro che formavano la coppia d’attacco. Il primo tempo è stato equilibrato, e la squadra di Ballardini è riuscita ad approfittare della prima vera occasione che gli si è presentata (minuto 43, Zaijc, xG 0.13). Il Bologna ha insistito (senza riuscirci) a costruire trame di gioco, ed il Genoa ha affondato il colpo con l’ex Destro (xG 0.38) al minuto 54. Per il Genoa un insolito 64.3% di possesso palla e baricentro finalmente alto (54 metri). 10 tiri (7 in porta) ma soli 1.07 xG prodotti. Poca pressione sulla costruzione avversaria per la formazione di Ballardini con l’indice PPDA fermo a 15.

Conclusioni

Da quando Ballardini siede sulla panchina del Genoa, la formazione rossoblù ha assunto un atteggiamento speculativo. Linee basse e compatte, con la mediana che spesso si schiaccia sulla linea di difesa. Il gioco lungo è l’altro aspetto distintivo del grifone, abile a sfruttare sino ad ora le poche palle gol che capitano. Per gli uomini di Gasperini si prospetta l’ennesima sfida contro una squadra dal baricentro estremamente basso e abile a colpire in contropiede.