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Il conflitto di «rito»
e il balbettio d’Occidente

di Fulvio Scaglione
Il conflitto di «rito» e il balbettio d’Occidente

Per quanto sia triste e crudele dirlo, nell’infinito scontro tra Israele e i palestinesi l’aspetto militare, con i razzi, i bombardamenti e le decine di morti in gran parte civili, è il meno significativo. Anzi, si potrebbe quasi definirlo un rito di cui le parti hanno bisogno per riconoscersi e definirsi a vicenda. Basta osservarne la regolarità: 2001, 2004 (nel 2005 il ritiro delle colonie israeliane da Gaza), 2006, 2007 (con il blocco di Gaza decretato da Israele), 2008 e 2009 (l’operazione israeliana Piombo Fuso è a cavallo dei due anni), 2009, 2014 e via via, di battaglia in battaglia, fino ai nostri giorni.Il problema vero è l’inconsistenza della politica palestinese e l’arroganza di quella israeliana, elementi di una miscela che ormai vive di vita propria. Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) ha rinviato per l’ennesima volta le elezioni politiche, che non si tengono dal 2006.

Il capitalismo
secondo Draghi

di Marco Valerio Lo Prete
Il capitalismo secondo Draghi

Per capire quale sia davvero l’essenza della «Draghinomics», secondo molti osservatori, bisognerà attendere l’implementazione del Piano di Ripresa e Resilienza. Secondo altri, invece, sarà la annunciata Legge sulla Concorrenza il vero segno distintivo del Governo. Una minoranza, infine, scommette sulle «riforme strutturali» come piatto forte di un esecutivo di unità nazionale. Eppure, a tre mesi dall’insediamento a Palazzo Chigi dell’ex presidente della Banca centrale europea, un tratto innovativo della politica economica di Draghi già si va delineando. Parliamo di un rinnovato protagonismo del «capitalismo politico», non del vecchio «statalismo», ma piuttosto della compenetrazione di economia e politica, dell’uso politico di commercio, finanza e tecnologia, insomma di quel fenomeno che vede gli spiriti animali del capitalismo muoversi in sincrono con gli interessi geopolitici degli Stati nazionali.

Il coraggio di cambiare,
a quasi 40 anni vola in Cina

di Andrea Taietti
Il coraggio di cambiare, a quasi 40 anni vola in Cina

Dai primi passi come apprendista a Grumello del Monte fino al ruolo di manager esperto di materie termoplastiche a Wuxi, nella regione di Jiangsu in Cina per Fluorseals, un’azienda leader mondiale del settore e originaria proprio della Valcalepio. Porta lontano la storia di Mauro Caldara, 41enne di Grumello che solo tre anni fa ha fatto il grande salto verso la Cina, complice la voglia di cambiare. «In Cina ho trovato la mia famiglia e il mio posto nel mondo» dice oggi soddisfatto. Al suo fianco la moglie Elena, conosciuta in Cina, e la prospettiva di una sfida lavorativa appassionante in un settore che conosce molto bene. «Ho sempre lavorato nel mondo delle materie termoplastiche, cominciando a 16 anni come apprendista. In particolare mi sono occupato sempre di Ptfe, un materiale termoplastico utilizzato in diversi settori dal medicale, all’automotive, all’aerospaziale, al settore elettronico. È un materiale in continua evoluzione e studiarlo mi dà sempre nuovi stimoli. Non mi annoio mai». Il Ptfe serve soprattutto per realizzare prodotti come guarnizioni, tubi, tondi, lastre per i vari settori citati prima.