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La dittatura paranoica
che vieta gli aquiloni

di Andrea Valesini
La dittatura paranoica che vieta gli aquiloni

La paranoia è una caratteristica delle dittature. Si manifesta nel vedere nemici e complotti a proprio danno ovunque. Ossessioni alle quali non sfugge l’Egitto, che ai tempi delle primavere arabe si era liberato del despota Hosni Mubarak (presidente per 30 anni) per poi finire nelle fauci del generale Abdel Fattah al-Sisi. Le autorità cairote nei giorni scorsi hanno adottato un provvedimento che sarebbe ridicolo se non fosse repressivo della libertà dei bambini: hanno deciso di vietare l’uso degli aquiloni, il gioco più popolare fra i ragazzini delle affollate cinture metropolitane, grandi concentrazioni di condomini-formicaio, casupole e bancarelle, prive di aree verdi e parchi giochi. Gli aquiloni sono uno dei pochi svaghi, accessibili perché a basso costo: bastano un po’ di legno, cartone, nylon e colla per assemblarli. E per farli volare può essere sufficiente una finestra, un tetto piatto o un balcone.

Omofobia, se passa
la legge salva idee

di Alberto Bobbio
Omofobia, se passa la legge salva idee

Forse sarebbe stato sufficiente intervenire sulle aggravanti per gli atti lesivi contro la persona e prevederle anche a tutela di chi è oggetto di discriminazione sessuale e di genere con un rafforzamento dell’art. 61 del Codice penale. Invece adesso c’è una legge vera e propria contro l’omofobia e le discriminazioni dettate dall’orientamento sessuale e di genere che tra pochi giorni verrà discussa dal Parlamento. Le polemiche non mancano. C’è chi ne sostiene l’inutilità, chi paventa rischi pericolosissimi per la libertà di opinione su matrimoni gay e unioni civili e chi invece spiega che una legge specifica è necessaria perché l’incitamento all’odio è amplificato dai social e può degenerare in atti di violenza. Il punto centrale della discussione riguarda le opinioni. La legge colpisce le opinioni e le può sanzionare, secondo l’allarme di una serie di organizzazioni cattoliche, per altro non di primo piano e quasi tutte legate alle aree tradizionaliste, oppure si limita a punire gli atti discriminatori e l’istigazione alla violenza? Insomma si rischia un conflitto di diritti? Quando una legge si ritiene necessaria e tocca questioni di alta sensibilità occorre scriverla bene, rafforzando in questo caso l’impegno sul versante educativo e dunque preventivo, a cui non si può anteporre la parte repressiva.

«Londra, tutti pazzi per l’italiano
Con il Covid lezioni online per tutti»

di Andrea Taietti
«Londra, tutti pazzi per l’italiano Con il Covid lezioni online per tutti»

«La prima volta che ho vissuto e lavorato a Londra era il 1986 – racconta Stefania Cremaschi, 53 anni, di Ranica –. Ero venuta nella capitale inglese per fare un’esperienza all’estero di 6 mesi dopo la maturità e ho lavorato alla Benetton. Mi è piaciuto davvero tanto, sia lavorare in questa città, sia la vita che offriva. Nel 1990, poi, mentre lavoravo alla Reggiani macchine nell’ufficio export, a Bergamo, sono tornata a Londra per altri 3 mesi per conseguire una certificazione di lingua inglese».