Covid: Bergamo +182 nuovi casi e 4 decessi. In Lombardia calo ricoveri e 74 morti
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La normalità
ritorna piano

di Francesco Anfossi
La normalità ritorna piano

La data dell’ottimismo è il 26 aprile, quasi un secondo «25 aprile». Quel giorno l’Italia potrebbe cautamente voltare pagina. Nella conferenza stampa di ieri il premier Mario Draghi ha annunciato che all’indomani della festività della Liberazione (si spera l’ultima festività in lockdown) il Paese tornerà alla zona gialla, quella che prevede tra l’altro la graduale e articolata apertura delle attività commerciali e di ristorazione. Potremo andare a cena nei ristoranti la sera, ma solo quelli con i tavolini all’aperto perché è dimostrato su basi epidemiologiche che gli spazi esterni rendono più difficile il contagio del virus. Buone notizie anche per otto milioni e mezzo di studenti: nelle zone arancione le scuole riapriranno in presenza al cento per cento. Si tratta di decisioni prese non certo sull’onda delle proteste degli ultimi giorni o delle prese di posizione di molti esponenti di partiti politici ma degli ultimi dati scientifici sulla pandemia che vedono la curva del contagio in lenta ma continua decrescita (ma i dati sulle vittime sono ancora terribili).

Disuguaglianze
e lavoro, Ue vigile

di Pino Roma
Disuguaglianze e lavoro, Ue vigile

Entro il 30 aprile, subito dopo l’approvazione da parte del Parlamento, dovrà essere inviato in Europa il Piano di ripresa e resilienza che il governo Draghi ha in parte riformulato. Gli aspetti sui quali si è ritenuto opportuno intervenire riguarderebbero soprattutto l’adattamento al cambiamento climatico e la riduzione dell’inquinamento. Complessivamente, sono 17 gli obiettivi indicati dal Next Generation Ue che ogni nazione dovrà impegnarsi a conseguire entro il 2030. Al loro raggiungimento è legata la concessione all’Italia di finanziamenti per circa 209 miliardi di euro, di cui 80 a fondo perduto. Rispetto agli obiettivi indicati dal Piano europeo, la nostra situazione si caratterizza per non poche criticità, come ha recentemente segnalato l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), il centro di ricerca nato il 3 febbraio 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Tor Vergata.