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La Francia in piazza
ma non è populismo

di Fulvio Scaglione
La Francia in piazza ma non è populismo

La protesta dei «gilet gialli», che hanno fermato mezza Francia con oltre 2 mila stradali e a Parigi hanno portato il corteo a poche decine di metri dall’Eliseo per protestare contro l’aumento dei prezzi dei carburanti, verrà presto etichettata come un fenomeno di destra. Ben che vada come una delle espressioni del tanto esecrato populismo, il male politico del secolo. D’altra parte arrabbiarsi per i costi del trasporto non pare nobile come, per dire, manifestare contro il razzismo. Così facendo butteremo alle ortiche non solo il messaggio inviato per direttissima a Emmanuel Macron ma anche quello, più profondo, su cui tutti dovremmo meditare. Per capire meglio bisogna risalire all’origine del fenomeno. Che sta in una telefonata tra due camionisti, Bruno Lefevre ed Eric Drouet, che vivono nel dipartimento di Seine-et-Marne. Lefevre ha così ricostruito: «Ci dicevamo che eravamo stufi di pagare tante tasse e vedere il prezzo dei carburanti aumentare. Noi non abitiamo in città, dove viviamo noi i trasporti pubblici sono quasi inesistenti. Il panificio più vicino è a 5 chilometri dalla mia casa, sono obbligato a usare l’automobile». È il 10 ottobre.

La calunnia
è come un’arma

di Andrea Valesini
La calunnia è come un’arma

Un pettegolezzo calunnioso non svanisce mai del tutto, se molti lo ripetono: anche la calunnia è una specie di divinità. Sono parole di Esopo, scrittore greco vissuto tra il 620 e il 564 avanti Cristo. La diceria, la denuncia coscientemente falsa, con la quale si attribuisce a una persona una colpa o un fatto che ne offenda la reputazione, esiste dalla notte dei tempi, non è una novità di questa epoca. È cambiata invece l’intensità nel ricorrere alla calunnia - in un tempo competitivo e rancoroso, con una comunicazione che ha a disposizione mezzi veloci e pervasivi - da parte di individui più che di cittadini che sentono la responsabilità dell’appartenenza ad una comunità. Nella politica il discredito dell’avversario è quasi all’ordine del giorno, criticato per quello che è e non per quello che dice, dentro un confronto che dovrebbe essere invece sulle idee, non sulla reputazione delle persone. Ma la calunnia è un’arma utilizzata anche nel piccolo cerchio familiare, laddove magari nascono beghe per cose futili, come la spartizione di una proprietà. E ancora è brandita nella scuola, con i professori costretti a difendersi dalle calunnie di genitori che non accettano il voto assegnato al figlio o alla figlia.

Calcio spettacolo
Ritrovati punti
e splendore

di Andrea Benigni
Calcio spettacolo  Ritrovati punti  e splendore

È persino un peccato che adesso ci sia la sosta per le nazionali. È vero, c’è più tempo per recuperare gli infortunati, ma vuoi mettere la spinta, l’onda nerazzurra che monta dopo un trionfo del genere: quattro sberle all’Inter sono come gli spinaci per Braccio di Ferro, che vorrebbe correre subito a Empoli, sbaragliare gli azzurri e poi ripresentarsi a Bergamo spavaldo al cospetto del Napoli.

Analfabetismo e ignoranza
Lo smartphone non aiuta

di Diego Colombo
Analfabetismo e ignoranza Lo smartphone non aiuta

L’Italia è seconda in Europa, preceduta solo dalla Turchia, nella poco onorevole classifica dell’analfabetismo funzionale. Il 28 per cento degli italiani, pur sembrando capace di leggere e scrivere, ha difficoltà a comprendere testi semplici, come il libretto d’istruzioni di un telefonino, ed è privo di molte competenze utili nella vita quotidiana. Sono gli analfabeti funzionali. Nessuna nazione europea ne conta un numero così alto.