L’effetto Covid sul mercato del lavoro Nella Bergamasca persi 10 mila posti
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Piccole imprese, aiuti
per ripartire insieme

di Laura Arnoldi
Piccole imprese, aiuti per ripartire insieme

Il sostegno alle realtà ancora strette nella morsa della crisi causa Covid. Gomes (Alex Servizi): «L’auspicio è avere un riscontro positivo come quello con le famiglie».

L’Italia sarà grande
soltanto se lavora

di Alberto Krali
L’Italia sarà grande soltanto se lavora

Un terzo delle imprese italiane è a rischio. I dati raccolti da Istat e resi pubblici nel corso dell’audizione parlamentare segnano la via crucis dell’economia italiana a partire da settembre. Nonostante il rimbalzo previsto dopo la chiusura dei mesi scorsi il Pil al 2025 rimarrà comunque del 3% sotto il livello del periodo precrisi. Sono previsioni dell’agenzia di rating Fitch – e se anche valgono per quel che valgono – tuttavia segnano una tendenza. Il Covid 19 ha messo a nudo i mali cronici dell’economia italiana. Il lavoro che attualmente è in crisi non resta così com’era. Vi sono cambiamenti già in atto come l’elettrico nell’automotive o la ricerca di energie alternative che presuppongono già da ora nuove mansioni e professionalità nella manodopera.

La mossa del cavallo
spiazza gli alleati

di Andrea Ferrari
La mossa del cavallo spiazza gli alleati

È a rischio uno dei presupposti che hanno consentito la nascita del governo Conte-bis e il rovesciamento della maggioranza con la sostituzione della Lega con il Pd. Questo presupposto riguarda il legame tra la riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari e che verrà sottoposta a referendum confermativo il 20 settembre, con quella della legge elettorale. Ricorderà il lettore che nella pazza crisi dell’agosto 2019 il Pd accettò il seguente compromesso: diciamo sì al taglio dei deputati e senatori voluto dai Cinque Stelle – fino a quel momento rifiutato per tre volte dal centrosinistra con toni anche molto accesi sino all’accusa di incostituzionalità – a patto di avere prima dell’entrata in vigore della legge costituzionale una nuova normativa elettorale.

«Londra, tutti pazzi per l’italiano
Con il Covid lezioni online per tutti»

di Andrea Taietti
«Londra, tutti pazzi per l’italiano Con il Covid lezioni online per tutti»

«La prima volta che ho vissuto e lavorato a Londra era il 1986 – racconta Stefania Cremaschi, 53 anni, di Ranica –. Ero venuta nella capitale inglese per fare un’esperienza all’estero di 6 mesi dopo la maturità e ho lavorato alla Benetton. Mi è piaciuto davvero tanto, sia lavorare in questa città, sia la vita che offriva. Nel 1990, poi, mentre lavoravo alla Reggiani macchine nell’ufficio export, a Bergamo, sono tornata a Londra per altri 3 mesi per conseguire una certificazione di lingua inglese».