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Dalla Diocesi un aiuto
a 2.000 famiglie

di Laura Arnoldi
Dalla Diocesi un aiuto  a 2.000 famiglie

Sono state 1.167 le Card Soldo attivate da luglio a ottobre nell’ambito del progetto «Ricominciamo insieme», voluto dalla Diocesi di Bergamo. Ma nel giro di una settimana il dato toccherà quota 1.600. Dopo una partenza in sordina, in poche settimane le richieste sono aumentate e si mantengono costanti. «Dopo i primi mesi ci saremmo aspettati una flessione – dice don Roberto Trussardi, direttore di Caritas Diocesana –, in realtà la media delle tessere attivate è ancora di 400 al mese e si prevede che sarà così fino alla fine di dicembre, quando il progetto dovrebbe chiudere. Potremmo raggiungere alla fine del progetto 2.000 card. Oltre 2 mila famiglie che si trovano in una difficoltà, speriamo temporanea. Non vogliamo considerarli nuovi poveri, il Fondo è pensato proprio per aiutare a ripartire».

L’economia cambi
Svolta del Papa

di Alberto Bobbio
La svolta del Papa Riscrivere l’economia

C’è un passo in avanti nel processo aperto da Papa Francesco circa una diversa narrazione economica e il Forum di Assisi appena concluso imprime una svolta. Tra le analisi proposte da Bergoglio nel suo messaggio, che invita ad un nuovo patto per riscrivere l’attuale sistema mondiale diventato insostenibile, c’è una frase che va colta in tutta la sua autorevolezza, quella sul Terzo Settore e i modelli filantropici. Francesco ha detto che non basta più puntare sulla ricerca di «modelli palliativi». Il passo avanti del Forum di Assisi sta in questa affermazione. Non che non servano. Bergoglio spiega che non sono più strumento di consolazione. Occorre progredire nel processo e andare al cuore del sistema e cioè le regole di Wall Street. Finora soprattutto i cattolici avevano contrastato una sorta di depressione dell’impotenza davanti ai leoni della finanza senza etica, facendosi coraggio con quel Terzo Settore ammesso qualche volta ai tavoli delle decisioni pubbliche per poter almeno correggere qualche cosa con una mutualità nella produzione e nello scambio di beni e servizi.

Commercio libero, intesa
tra 15 paesi. Sfida asiatica

di Alberto Krali
Commercio libero, intesa tra 15 paesi. Sfida asiatica

Qual è il mondo che ci aspetta dopo la pandemia? Mentre i governi in Europa si angosciano sulla cassa integrazione, sui risarcimenti, sulla crisi economica, sulle sponde dell’oceano Pacifico va in porto l’accordo di libero scambio - quindi senza controlli di dogana - di 15 Stati dell’Asia e dell’Oceania. Il Giappone, l’Australia, la Nuova Zelanda alla fine sono arrivati alla conclusione che con un’America assente e vocata all’isolazionismo non resta che la Cina. L’India si tira fuori perché fa continente a sé ma per Stati come Malesia, Indonesia, Singapore piccoli e soli non è bello e quindi meglio il dragone dalle fauci di fuoco che nessuno. Anche perché la Cina si ammanta da agnello ed è difficile sottrarsi alle lusinghe delle sue tentazioni.

L’Atalanta rallenta
Italtrans impenna
nel Motomondiale

di Andrea Benigni
L’Atalanta rallenta Italtrans impenna nel Motomondiale

L’Atalanta rallenta? L’Italtrans apre il gas e va a prendersi il primo Mondiale della sua storia che parla di undici stagioni nel massimo circuito motociclistico. Il team di Calcinate da ieri è campione della Moto2, grazie al pilota riminese Enea Bastianini. Un gran colpo per la squadra orobica che vede premiata la perseveranza di tante stagioni e un’annata sempre ai vertici. Sarebbe stata una beffa perdere il titolo all’ultimo Gran premio, quello corso ieri a Portimao, in Portogallo, e nel quale è bastato il quinto posto di Bastianini, che in precedenza aveva accumulato un vantaggio di (quasi) sicurezza.

«Il primo studio a casa dei nonni
poi il Royal College of Art a Londra»

di Andrea Taietti
«Il primo studio a casa dei nonni poi il Royal College of Art a Londra»

«Ho sempre avuto la passione per le materie creative fin da quando ero bambino – racconta Luca Longhi, 27 anni, pittore, originario di Bergamo –. Mi è sempre piaciuta arte e immagine a scuola o andare alla ludoteca dell’oratorio dell’Immacolata per i laboratori. Mi piaceva perché avevo la possibilità di fare qualcosa con le mie mani senza troppe regole e potevo portare a casa un lavoretto o un regalo per la mia famiglia fatto da me. Alle medie, poi, venne a mancare mio nonno. E credo che il mio interesse per l’arte in particolare cominciò in quel periodo. Fu automatico il bisogno di potermi esprimere in quel momento, che fu per me molto traumatico. Non sapevo quello che facevo e quello che potevo fare, ma mi faceva stare bene».